Firenze, 31 agosto 2021 - La Toscana non si farà trovare impreparata quando, nelle prossime settimane, a livello nazionale cambierà il sistema di comunicazione dei bollettini diffusi quotidianamente su contagi, ospedalizzazioni e decessi da Covid.
La svolta sul bollettino, il termometro dell’emergenza divenuto ormai un appuntamento giornaliero fisso per tutti, mira a convincere i non vaccinati dell’importanza della vaccinazione e a smontare le bufale e le informazioni fuorvianti.
Il bollettino non cambierà nei contenuti ma sarà sdoppiato: da una parte i dati dei vaccinati, separatamente quelli dei non vaccinati. Perché abbiamo già una doppia epidemia che colpisce differentemente e con diversi esiti la popolazione immunizzata e quella invece che ancora non ha fatto il vaccino.


"La Toscana raccoglie già i dati parallelamente, ogni mattina sappiamo quanti vaccinati e quanti non vaccinati sono stati contagiati e le loro condizioni cliniche, quindi quando dovremo inviarli a Roma non avremo problemi", spiega il governatore Eugenio Giani. La transizione di tutte le Regioni su questo modello già adottato e reso pubblico da Campania e Veneto avverrà entro settembre in modo che tutti sappiano e che anche il Comitato tecnico scientifico del governo possa valutare l’evoluzione della pandemia.
Ma è importante, anzi fondamentale, che i dati vengano letti bene e analizzati da personale esperto, per non cadere nel ‘tranello’ dell’effetto paradosso. All’aumentare del numero della popolazione vaccinata, infatti, in numeri assoluti la quantità di persone ricoverate pur avendo fatto la doppia dose potrebbe essere superiore a quella dei non vaccinati che si riferisce però a una quota molto minore di popolazione.
 

Per fare un esempio concreto nella settimana tra il 23 e 29 agosto sui 4.183 nuovi positivi in Toscana, 47 hanno sviluppato sintomi severi o critici: 19 avevano completato il ciclo. I numeri letti così potrebbero impressionare, mentre sapere che i 19 casi rappresentano lo 0,45% del totale dei casi tracciati fa un altro effetto.
"Il tranello dell’effetto paradosso è un errore comune che talvolta viene fatto anche dal personale sanitario quando si trova davanti, in ospedale, persone vaccinate che possono essere anche il 30, il 40 o il 50% dei ricoverati. Si domandano perché, se il vaccino sia realmente efficace", spiega il professor Alessandro Bartoloni, direttore di Malattie infettive a Careggi.
 

«Abbiamo un elevato numero di vaccinati e una porzione di popolazione non vaccinata molto più piccola, quindi sarà possibile anche avere più ricoverati vaccinati senza che questo significhi che il vaccino è inefficace, anzi, non avremmo mai sperato che un vaccino sviluppato in così pochi mesi potesse avere un’efficacia superiore ad ogni attesa con pochissimi effetti collaterali", spiega il professore dell’Università di Firenze. "Per non cadere nell’errore è necessario calcolare quanti casi di Covid si sviluppano tra vaccinati e dividerlo per la popolazione vaccinata e lo stesso fra non vaccinati: può sembrare complicato ma diversamente avremo dati drogati", conclude Bartoloni. Sempre nella settimana che si è conclusa domenica scorsa le 989 persone registrate come positive al virus, nel 46% dei casi hanno manifestato pochi sintomi, nel 39% nessun sintomo, per l’8% sintomi lievi, mentre il 2% ha avuto sintomi gravi.
Sul totale dei positivi registrati la scorsa settimana, il 57,6% non aveva ricevuto alcuna dose, il 18,3% una dose e il 24% due.
"L’efficacia del vaccino è data dal calcolo delle persone che si ammalano rispetto alla platea di vaccinati – spiega il direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asl Toscana centro, Renzo Berti – Se resta intono al 5% vuol dire che il vaccino funziona perché garantisce la protezione della stragrande parte dei vaccinati".
Per ora il vaccino funziona. E i dati ne danno conferma.