Scuola, covid
Scuola, covid

Roma, 27 ottobre 2021 - Il tanto temuto 'effetto scuole', con un rialzo della curva epidemica riferita ai contagi Covid, non c’è stato. Merito della vaccinazione di studenti e personale scolastico e della progressiva copertura vaccinale della popolazione generale. L'analisi è della Fondazione Gimbe che pubblica un report ("Sicurezza Covid-19 nelle scuole: dalle evidenze scientifiche al real world") che, traendo spunto dai dati forniti dall'Istituto Superiore di Sanità, spiega come nel periodo dal 4 al 17 ottobre scorsi siano stati diagnosticati nella fascia d'età 0-19 anni 8.857 casi, di cui 99 ospedalizzati, 3 ricoveri in terapia intensiva e nessun decesso, con una progressiva riduzione dell'incidenza dei casi di Covid e delle ospedalizzazioni. Quanto ai prof, “lo zoccolo duro di personale scolastico non vaccinato sfiora il 6%”. Inoltre, aggiungono dalla Fondazione, «non è previsto screening periodico dei contagi nelle strutture scolastiche se non nelle scuole sentinella, di cui però mancano i dati pubblici». Troppe risorse vengono investite per disinfettare le superfici e poche per areare ambienti in cui il distanziamento interpersonale di un metro «è un obbligo flessibile in classi pollaio». Insomma, una fotografia in chiaro-scura. Se ancora non c’è il temuto “effetto scuola”, «i focolai segnalati invitano a tenere alta la guardia».

"Le evidenze scientifiche - dice il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, - da un lato dimostrano che nelle scuole non esiste il rischio zero di contagio, dall'altro suggeriscono che è possibile minimizzarlo tramite un approccio multifattoriale, integrando differenti interventi di prevenzione individuale e ambientale". Secondo i dati del report settimanale dell’Iss, nel periodo 4-17 ottobre 2021 sono stati diagnosticati nella fascia d'età 0-19 anni 8.857 casi (14.967 nel periodo 6-19 settembre e 11.649 nel periodo 20 settembre-3 ottobre), di cui 99 ospedalizzati (151 nel periodo 6-19 settembre e 110 nel periodo 20 settembre-3 ottobre), 3 ricoveri in terapia intensiva (2 nel periodo 6-19 settembre e 1 nel periodo 20 settembre-3 ottobre) e nessun decesso (nessuna vittima nemmeno nei periodi 20 settembre-3 ottobre e 20 settembre-3 ottobre), con una progressiva riduzione, nelle ultime 4 settimane considerate dal report Iss, dell'incidenza dei casi di Covid-19 e delle ospedalizzazioni. "Questi dati - afferma la responsabile Gimbe della Ricerca sui Servizi Sanitari, Renata Gili, - dimostrano che la riduzione della circolazione virale si riflette in ambito scolastico, anche negli alunni under 12 per i quali non ci sono ancora vaccini autorizzati. Un motivo in più per raggiungere il maggior numero possibile di persone non vaccinate e accelerare la somministrazione delle terze dosi".

Cosa fare in vista dell’inverno? “Oltre a puntare alle massime coperture vaccinali sia del personale scolastico che degli studenti di età superiore ai 12 anni, oltre che della popolazione generale, occorre parallelamente potenziare gli screening periodici sistematici e implementare interventi di sistema che garantiscano un'adeguata aerazione e ventilazione dei locali scolastici: in particolare nella fascia under 12 dove non sono disponibili i vaccini e in quella under 6 dove non sono utilizzabili nemmeno le mascherine e il distanziamento è sostanzialmente inapplicabile”, avverte Cartabellotta.

Ma vediamo un po’ di dati nel dettaglio

VACCINAZIONE STUDENTI

Al 25 ottobre 2021 il 67,2% della popolazione 12-19 anni (3.064.055) ha completato il ciclo vaccinale e il 5,5% (249.401) ha effettuato la prima dose. I ragazzi che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino sono 1.243.466 (27,3%), con percentuali di non vaccinati che vanno dal 19,6% della Sardegna al 43,8% della provincia autonoma di Bolzano. Peraltro, il trend della copertura vaccinale con almeno una dose nella fascia 12-19 anni, dopo il netto aumento a inizio giugno, ha progressivamente rallentato a partire dal mese di settembre, quando il valore era ancora inferiore al 70%.

VACCINAZIONE PERSONALE SCOLASTICO

Il 91,2% del personale scolastico ha completato il ciclo vaccinale e il 3% (45.945) ha ricevuto la prima dose di vaccino; sono in 90.002 (5,8%) a non aver ancora ricevuto nemmeno una dose, con rilevanti differenze regionali: dal 3% del Veneto al 21,1% della provincia autonoma di Bolzano. Da rilevare che il dato non viene aggiornato dal 1 ottobre 2021.

Un rigoroso studio di simulazione dei Centers for Disease Control and Prevention ha dimostrato che a scuola, anche in condizioni di elevata immunità, l'uso della mascherina chirurgica riduce il rischio di trasmissione. "Fino a quando il tasso di copertura vaccinale fra studenti, personale scolastico e popolazione generale non avrà raggiunto percentuali più elevate - spiega Cartabellotta, - anche considerando che nelle ultime due settimane il 60% dei casi diagnosticati nella fascia d'età 0-19 anni si è verificato negli under 12, l'ipotesi di abbandonare le mascherine nelle classi con tutti gli studenti immunizzati è troppo rischiosa, oltre a porre problemi di privacy sul controllo dello status vaccinale e generare, potenzialmente, il rischio di discriminazioni".

AERAZIONE E VENTILAZIONE DEI LOCALI CHIUSI

Nonostante le evidenze dimostrino che la trasmissione del SARS-CoV-2 avviene prevalentemente per aerosol, si continuano a investire troppe risorse nelle procedure di disinfezione delle superfici e pochissime nei sistemi di aerazione e ventilazione. Il decreto ripartizione che ha assegnato 350 milioni di euro alle scuole prevedeva l'acquisto di 'strumenti per l'aerazione', ma tale destinazione d'uso di fatto alla fine fa riferimento solo ad interventi di piccola manutenzione. Di conseguenza, areazione e ventilazione sono affidate al mantenimento delle finestre aperte, la cui efficacia dipende dalla sensibilizzazione del personale scolastico e dalla ventilazione continuativa degli ambienti durante le attività, che non può non essere condizionata dalle condizioni metereologiche.