Il professor Rossolini (New Press Photo)
Il professor Rossolini (New Press Photo)

Firenze, 29 febbraio 2020 - "Spero di non aver infettato nessuno". Lo ripete di continuo. Per lui sarebbe il dispiacere più grande. Teme di essere stato causa del contagio di un suo amico in Norvegia, anche lui risultato positivo al tampone: in realtà, essendosi ammalati quasi contemporaneamente, è impossibile stabilire chi dei due sia stato per primo il veicolo del coronavirus. "Il virus non gli fa paura, forse anche perché è un nordico", commentano i sanitari dell’ospedale di Ponte a Niccheri, alle porte di Firenze, dove il ventiseinene norvegese, è ricoverato da martedì sera, in isolamento, nel reparto di malattie infettive. Ma non gli fa paura forse anche perché il suo decorso è stato buono e, a parte febbre e tosse, è uscito rapidamente dalla sindrome.
 

Dunque anche lui, lo studente del corso di laurea magistrale in Archietctural design all’Università di Firenze, è clinicamente guarito, il secondo paziente a uscire indenne dal Covid19, dopo il 44enne di Pescia ricoverato all’ospedale di Pistoia, degli otto casi risultati positivi in Toscana al tampone, di cui ancora sei in attesa di validazione da parte dell’Istituto superiore di sanità. Sono in miglioramento anche le condizioni cliniche dell’imprenditore fiorentino di 63 anni, il primo dei casi di coronavirus toscani accertati.


Mentre i due nuovi casi sospetti emersi ieri sono un secondo calciatore e un collaboratore della Pianese, la squadra di calcio amiatina che milita in serie C che in tutto ha quattro positivi al test, fra cui un giocatore di Ravenna già in carico ai servizi sanitari dell’Emilia Romagna.
"Avete un caricabatterie?". E’ stata questa la prima domanda che il giovane norvegese ha fatto ai sanitari dell’ospedale. Più forte lo spavento per l’isolamento forzato dalla connessione con il mondo virtuale che per la segregazione nella stanza dove entrano solo sanitari in tenuta spaziale: tuta bianca e maschera. Non aveva fatto in tempo neppure ad avvisare i genitori in Norvegia. Quando una borsista è andata a comprargli il caricabatterie, gli è tornato il sorriso.

Lunga riunione ieri a Palazzo Strozzi Sacrati, a Firenze, dell’unità di crisi di emergenza sanitaria, guidata dal presidente della Toscana Enrico Rossi. Analizzate le nuove linee guida che arrivano dal governo, sostanzialmente le stesse che la Toscana già applica in merito ai tamponi che devono essere fatti, in presenza di sintomi, alle persone che abbiano avuto contatti prolungati e ravvicinati con persone contagiate o che provengano dalle zone dove il virus è diffuso, sia nel mondo, sia nei paesi focolaio del Nord Italia.

Viene dettagliato meglio il concetto di contatto stretto, cosa che modifica i criteri utilizzati sinora nella nostra regione e che porterà a costringere alla quarantena un numero minore di soggetti: sono definite contatto stretto e prolungato le persone che sono state nello stesso ambiente chiuso, per più di un quarto d’ora, a distanza inferiore ai due metri una dall’altra. Tutto questo, insieme alle regole già emanate, si tradurrà oggi in una nuova ordinanza regionale che sarà firmata dal governatore Enrico Rossi. In Toscana sono 884 le persone in isolamento domiciliare.

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