Firenze, 14 maggio 2021 - Al top in Italia per gli over 80 con il 97,9% della popolazione ultraottantenne che ha ricevuto la prima dose di vaccino (seconda solo al Veneto) e l’85,2% che ha completato il ciclo d’immunizzazione, la Toscana è indietro per le altre fasce d’età, molto sotto alla media nazionale. Eppure in questo scenario continua a preoccupare l’elevato numero di decessi: ieri 21. Una situazione peggiore in Puglia con 31, 24 in Campania ma con due milioni di popolazione in più.

Da metà marzo, quando ci si sarebbe aspettati che la vaccinazione cominciasse ad avere i suoi effetti proteggendo la popolazione più anziana e più fragile, la Toscana ha nuovamente superato la curva nazionale (era già successo tra ottobre e novembre, per la prima volta da inizio epidemia) e restando stabilmente sopra anche adesso per tasso di mortalità Covid su 100mila residenti. Siamo scesi a 7,5 ma la media nazionale è al 4,6. L’età media dei decessi costantemente sopra agli 80 anni (scesa a 79 a settembre e ora a maggio a 79,7). Individua la responsabilità del ritardo della partenza della campagna di vaccinazione di massa nel nostro Paese nel peccato originale delle agenzie del farmaco, nel ritardo del via libera ad AstraZeneca e poi nel pasticcio di comunicazione fatto con il vaccino anglosvedese, l’epidemiologo Paolo Bonanni, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva che dirige il dipartimento di Scienze della salute dell’Università di Firenze.

«In tempo di guerra si usano le regole di guerra – incalza Bonanni –. In queste condizioni quando arriva un vaccino di dimostrata efficacia e sicurezza fino ai 59 anni e con dati ancora non definitivi sopra i 60, si può e si deve accelerare, come ha fatto il Regno Unito dove infatti i decessi sono diminuiti». Dove si è sbagliato? «C’è un peccato originale, la mancata elasticità delle autorità regolatorie: si potevano pretendere regole meno stringenti nella consapevolezza che il vaccino non faceva male – spiega il professore – Poi c’è stata una confusione che ha ulteriormente ritardato la vaccinazione degli anziani e dei fragili: perché il vaccino AstraZeneca è stato raccomandato prima per le persone più giovani che hanno scavalcato chi più ne aveva bisogno per poi arrivare alla conclusione opposta che a riceverlo debbano essere gli over 60. E’ più che comprensibile che in questa situazione da parte della gente ci sia un certo disorientamento e un po’ di sfiducia».

La Toscana sta pagando a caro prezzo in termini di vite umane. Sono 6.482 i deceduti dall’inizio dell’epidemia di cui 2.101 a Firenze, 559 a Prato e 600 a Pistoia. E la vaccinazione va così. La Toscana è al quart’ultimo posto, con il 27, 5% di popolazione cui è stata somministrata la prima dose (oltre un milione di persone) e il 15% (più di 550mila) che ha ricevuto anche la seconda. Dietro restano Sardegna, Calabria e Sicilia. La percentuale di prime dosi tra gli over 70 è al 70,4% (almeno dieci punti indietro rispetto a Lombardia, Veneto e Puglia), va peggio per gli over 60 con il 24,7% di copertura (il Veneto è al 62%, come la Lombardia, ma al 58,2% c’è la Campania, al 54,6% il Lazio, al 44,5% anche la Sicilia e poco sotto la Sardegna), mentre tra gli over 50 siamo al 18,7%, fanalino di coda nazionale. Si corre per recuperare il gap.

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