Confindustria
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Firenze, 26 marzo 2020 - «Amarezza e preoccupazione»: questi, secondo Confindustria Toscana Nord, i sentimenti dominanti nelle imprese del territorio che sospenderanno la loro attività con oggi, in base al Dpcm dello scorso 22 marzo. L'associazione esprime in una nota «forte preoccupazione per la tenuta del sistema produttivo del territorio, che con questo fermo di attività produttive di primaria importanza si troverà ad affrontare un dopo-epidemia particolarmente difficile».

Con la nuova lista dei codici Ateco autorizzati a tenere aperto, i dati forniti dall'associazione lo scorso 23 marzo cambiano, riducendosi ancora: «Nel complesso delle tre province - afferma Confindustria Toscana Nord - lavorerà il 21% del totale delle imprese manifatturiere, corrispondente al 28% degli addetti. A livello provinciale, a Lucca rientra nei codici Ateco autorizzati all'apertura il 35% del manifatturiero (52% degli addetti); a Pistoia il 25% del manifatturiero (27% degli addetti); a Prato il 13% del manifatturiero (12% degli addetti)»