Firenze, 26 febbraio 2021 - "La pandemia ha cambiato il corso della Storia": lo dice l'ex premier Giuseppe Conte, tornato a Firenze da professore. L'ex premier inizia una nuova pagina della sua vita professionale, dopo i quasi tre anni alla guida del Paese, dal 1 giugno 2018 al 13 febbraio 2021. Il ritorno in Ateneo, in attesa di tornare a insegnare, è con una lezione al Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'università di Firenze.

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Una lezione online, che è stata seguita via youtube, Vimeo e Facebook da migliaia di persone. Una sorta di racconto dei giorni di Governo, una lezione che è vista come un manifesto del pensiero politico dell'ex premier, ora sostituito alla guida del Paese da Mario Draghi dopo la crisi di Governo.

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Per questo sull'Università di Firenze si sono posati tutti gli occhi della politica. La lezione, in ossequio alle regole anti-coronavirus, si è svolta rigorosamente soltanto in streaming e senza pubblico. Una lezione introdotta e poi seguita da un breve commento del rettore Luigi Dei, che ha ringraziato Conte dandogli il benvenuto, anzi il bentornato, nell'ateneo fiorentino. Conte ha svolto circa un'ora di lezione e ha lasciato l'ateneo intorno alle 16.40.

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"O leader di partito o prof, lo impone la legge"

O leader del Movimento 5 Stelle o docente universitario. Delle due, l'una. E non si tratta di un aut aut intimato a Giuseppe Conte dall'Università di Firenze, ma della legge. Lo spiega ai giornalisti il rettore Luigi Dei, dopo il ritorno dell'ex premier in cattedra. Se Conte diventasse "segretario o presidente di un partito che ha rappresentanti in Parlamento c'è una legge, la 382 del 1980, che lo rimanda in aspettativa obbligatoria e automatica" per incompatibilita'. "Quindi non vedo il problema".

Il rettore: "Lezione di diritto, non di politica"

Giuseppe Conte «ha scelto di suggellare il suo ritorno con una lezione agli studenti, mi sembra il modo migliore per ritornare in ateneo. Non mi sembra che sia stata una lezione politica, è stata una lezione di un giurista che ha invitato a riflettere su alcuni aspetti della gestione e della salvaguardia della salute in un momento pandemico. Io l'ho letta così. Ho notato lo stile proprio didattico, una lezione molto studiata, per punti, cercando di far ragionare». Lo ha detto Luigi Dei, rettore dell'Università Firenze, parlando con i cronisti dopo la lezione in streaming dell'ex premier Giuseppe Conte. «Mi sembra che sia una lezione che invitava ad affrontare i problemi con profondità - ha aggiunto Dei -, spirito critico, per vedere le cose da tanti punti di vista e soprattutto, come è giusto che sia per i nostri studenti, invitarli a vigilare sempre con la ragione, che è il nostro faro. Io ho dato questa lettura. Per me è stata una lezione di diritto per gli studenti di giurisprudenza, dalla matricola fino all'ultimo studente».

Conte insegnerà ancora

Giuseppe Conte nel secondo semestre "terrà lezioni, conferenze e seminari nell'ambito degli insegnamenti già programmati dei corsi di laurea di giurisprudenza, nonché dei corsi del dottorato di ricerca in scienze giuridiche e della scuola di specializzazione per le professioni legali". E' quanto si spiega dall'Università di Firenze, dopo l'odierno vertice tra l'ex premier, il rettore Luigi Dei, la presidente della Scuola di giurisprudenza, Paola Lucarelli, e il direttore del Dipartimento di scienze giuridiche Andrea Simoncini.

"Dedico la lezione agli studenti"

"Questa giornata segna il mio ritorno nella comunità accademica fiorentina nella quale ho trascorso lunghi anni. Esperienza che mi ha arricchito enormemente, anche dal punto di vista umano - ha detto Conte -. Ho accolto con gioia e emozione l'invito a tenere questa lezione. E' una lezione che dedico a tutti gli studenti con l'auspicio che possiate affinare le vostre idee e progetti di vita".

"L'Europa metta al centro il lavoro"

"Anche per contrastare i nazionalismi - dice Conte durante la lezione - serve ora una maggiore solidità europea. Serve che l'Europa rafforzi il suo Parlamento. E serve che sia rafforzata la governance. Serve poi una politica migratoria che offra una prospettiva davvero europea". 

Conte conversa con il rettore Dei al termine della lezione

"Mai usato potere sostitutivo dello Stato, sempre dialogo"

"Alle Regioni e alle Province autonome spetta la organizzazione dei servizi sanitari", ma "il potere sostitutivo del Governo è un potere poi che viene declinato in una legge speciale, l'articolo 8 della legge 131 del 2003 in caso di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica: ebbene, non abbiamo mai preso in considerazione la possibilità di esercitare il potere sostitutivo dello Stato", ha poi detto Conte. Affermando anche come la pandemia "abbia cambiato il corso della Storia".  "Anche per un indirizzo squisitamente politico - ha spiegato poi Conte - abbiamo preferito coltivare un costante dialogo con le autorità territoriali, pur tra varie difficoltà e momenti critici, nella convinzione che il coinvolgimento dei vari attori istituzionali in una prospettiva di leale collaborazione ci avrebbe garantito una maggiore coesione nazionale, e una più solida tenuta delle comunità di riferimento, in un contesto del tutto inedito".

"Sfide complesse presuppongono anche uno sguardo all'Europa"

"Sarebbe limitante parlare del covid solo riferendoci alle scelte interne, serve guardare all'Europa e al mondo - dice Conte nella sua lezione - Il peso di una scelta a migliaia di km di distanza può avere conseguenze anche su di noi. Uno Stato ripiegato su sé stesso non può rispondere alle complesse sfide che si presentano".

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Conte: "La tutela della Salute garantisce anche la tenuta economica"

«Già dalle prime valutazioni empiriche appare chiaro che la tutela prioritaria della salute ha consentito di difendere meglio anche il tessuto produttivo del paese e che le economie più resilienti si stanno dimostrando quelle in cui sono state introdotte adeguate misure contenitive del contagio accompagnati da interventi di sostegno alle famiglie e alle imprese». Lo ha detto l'ex premier Giuseppe Conte nella sua lezione.

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"Una pandemia del genere può alterare equlibri democratici"

"Una pandemia di questa severità può alterare anche l'equilibrio democratico e tra i poteri dello Stato": lo dice l'ex premier Giuseppe Conte durante la lectio magistralis. "Le difficoltà di gestione sono subito apparse evidenti", è un altro passo della lezione. 

Ogni decisione è stata "scelta tragica"

"L'emergenza che stiamo vivendo è, oggettivamente, la sfida più severa e pervasiva che il nostro Paese è chiamato ad affrontare dal secondo dopoguerra ad oggi. Tutti gli aspetti della vita pubblica e privata, tutti i gangli fondamentali del nostro sistema di vita, tutte le attività individuali e collettive, le discipline che le regolano, le arti che le orientano, la politica, il diritto, l'economia, la cultura, hanno subito, per effetto della pandemia, un profondo sconvolgimento. Ogni decisione che i governi sono stati chiamati ad assumere ha assunto i connotati di una 'scelta tragica', per richiamare un'espressione evocata da un celebre giurista contemporaneo, Guido Calabresi. Ogni decisione assunta ha avuto una portata diretta e incidente sulla vita e sulla salute dei cittadini, ed è risultata suscettibile di condizionare anche il futuro della nostre comunità".

L'introduzione del rettore: "Bentornato"

«Con piacere accogliamo il rientro in Ateneo del professor Giuseppe Conte, dopo una complessa e difficile esperienza al servizio del Paese, per la quale mi sento di esprimere un sincero sentimento di apprezzamento e gratitudine». Lo ha detto Luigi Dei, rettore dell'Università di Firenze, introducendo la lezione dell'ex presidente del Consiglio per gli studenti della Scuola di Giurisprudenza dell'Università di Firenze, dal titolo 'Tutela della salute e salvaguardia dell' economia. Lezioni dalla pandemià. «Lo saluto - ha aggiunto Dei - e gli do il benvenuto, il bentornato, a nome di tutta la comunità accademica e mio personale. Lunedì prossimo inizieranno le lezioni dei corsi di insegnamento della Scuola di giurisprudenza: possiamo considerare quindi la lezione odierna una sorta di anteprima della ripresa delle attività didattiche. Lo facciamo a distanza, per i motivi che ben conoscete, con l'auspicio che prima possibile si possa tornare all'università che amiamo, quella nelle aule, socializzante e satura di forti interazioni umane».

La lezione, Conte: "Non entro nel merito delle scelte fatte"

"Uscendo dall'orizzonte della cronaca ed entrando nella dimensione della storia saranno possibili bilanci e meditazioni ponderate", "non intendo entrare in valutazioni di merito sulle decisioni assunte". Lo ha detto l'ex premier Giuseppe Conte all'inizio della lectio magistralis nell'ateneo fiorentino, evenco che segna la ripresa della sua attività di docente all'università. La lezione è proprio dedicata alla tutela di salute ed economia "nella pandemia". "Potrei definirle delle lezioni a futura memoria" ha aggiunto Conte.

L'arrivo in auto

Nessun contatto con la gente all'esterno dell'università: Conte è arrivato intorno alle 14.30 in piazza San Marco, sede del rettorato, su un'auto grigia con la scorta. L'auto è entrata nelle pertinenze dell'università ed è sparita. Tanti i fotografi e le persone intorno alla vettura. Conte non ha rilasciato dichiarazioni. 

Il rettore Dei, in cravatta a righe, attende Conte all'università

Lo snodo politico è in Toscana

La lezione all'università di Firenze, che diventerà manifesto politico del pensiero di Conte, non è il solo appuntamento toscano dell'ex premier. Atteso domenica a Marina di Bibbona, da Beppe Grillo, per un vertice con tutti i nomi più importanti del Movimento Cinque Stelle.  Tutti i pentastellati lo vogliono, seppur con sfumature diverse, per rilanciare la transizione da apartito del 'vaffa' a partito sistemico dopo due anni e più di governo. Beppe Grillo però, dopo la fuga di notizie che ha annunciato il vertice, sarebbe intenzionato a bloccare questa riunione per evitare il comprensibile assalto di giornalisti. 

Nel cerchio rosso l'ex premier all'arrivo in università

Il "bentornato" delle istituzioni fiorentine

Da Nardella a Giani, gli amministratori locali fiorentini e toscani hanno dato il loro benvenuto a Conte e il suo ritorno a Firenze dopo gli anni romani. «Dopo l'onorevole servizio al Paese in uno dei momenti più difficili della storia italiana, siamo felici che Giuseppe Conte torni a insegnare nella prestigiosa Università della nostra città. Bentornato a Firenze». Lo ha scritto, su Twitter, il sindaco di Firenze Dario Nardella. Bentornato a Firenze Presidente Giuseppe Conte e buon rientro al lavoro all'università di Firenze", ha scritto su Facebook il presidente della Toscana Eugenio Giani.

L'arrivo di Conte insieme alla scorta

La contestazione a Conte

Le misure di sicurezza

Proprio perché si temevano contestazioni ci sono state misure di sicurezza imponenti per l'arrivo del professor Conte. Le forze dell'ordine sono state mobilitate, mentre in mattinata sul centro storico di Firenze ha compiuto un volo di ricognizione un elicottero della polizia. Anche la sicurezza privata ha presidiato a lungo l'ingresso piazza San Marco. Il rettore Luigi Dei ha atteso all'ingresso dell'università con la sicurezza l'arrivo di Conte. 

Il video: quando nel 2018 lasciò l'Ateneo

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