Il cartello della polemica
Il cartello della polemica

Firenze, 15 marzo 2018 - Non si sarebbe mai aspettata di vedere la sua immagine sventolata durante un corteo davanti a più di 12mila persone. Né tanto meno di vederla accompagnata alla scritta ‘No vuole vedere colore nero’. Lei, Ghissu Mossoumnia, che viene dall’Iran e vive da 40 anni a Firenze. Invece, è successo.

Proprio durante la manifestazione organizzata per dire ‘No al razzismo’ in ricordo di Idy, il senegalese ucciso a colpi di pistola, un manifestante, «un venditore abusivo conosciuto tra i banchi di San Lorenzo» raccontano i testimoni, ha sfilato con la sua foto in bella vista: «Questa donna odia i neri» avrebbe detto. Ghissu, che è la titolare di un negozio di pelletteria in via dell’Ariento, lo ha scoperto per caso, ieri mattina quando un fornitore le ha detto: «La tua foto sta facendo il giro di Facebook».

«Non ci volevo credere – racconta la commerciante con le lacrime agli occhi -, io che sono straniera, sono stata additata come razzista. Da qualche giorno la gente passa, miguarda, anche molti degli abusivi si fermano e sussurrano frasi del tipo ‘E’ lei’. Non capivo, ora sì. E mi sento in pericolo: la mia foto è stata vista da 12mila persone, in una manifestazione a cui hanno partecipato anche le istituzioni».

Ghissu non ne può più, si sente abbandonata: prima l’aggressione, poi le minacce di morte e gli insulti al figlio da parte del gruppo di abusivi che hanno scelto l’ingresso del suo negozio per stendere le lenzuolate. Ora la ‘foto segnalazione’ sotto i riflettori del mondo.

«Io non sono razzista – ripete -, non ce l’ho con nessuno. Solo con chi non rispetta le regole». Ghissu ora pretende giustizia e andrà avanti «perché chi ha fatto questo non può farla franca. Ho già contattato il mio legale e andrò fino in fondo. Queste persone hanno messo a rischio la mia vita e quella della mia famiglia». Ghissu è una furia, si sente presa di mira solo per aver lottato, per il suo rione, contro l’illegalità. Ha cercato di rimanere a testa alta anche dopo «essere stata spintonata e minacciata di morte». «Il risultato? L’hanno vinta loro. Io sono stata lasciata sola, ho fatto cinque denunce formali e solo una è andata in tribunale. Queste persone si sentono libere di fare quello che vogliono». Lunedì il capo gruppo di Fratelli d’Italia Francesco Torselli accompagnerà Ghissu in Palazzo Vecchio: «Chiederò al sindaco di formalizzare le scuse a nome dell’intera città. Siamo di fronte ad un gesto di una barbarie e di una inciviltà assolute, fatto durante un corteo aperto dal sindaco Nardella e dal governatore Rossi».