Livorno, 13 aprile 2018 - E' polemica a Livorno: alcune aziende dell'indotto di Aamps, la società partecipata del Comune di Livorno specializzata nella raccolta dei rifiuti, hanno deciso di introdurre dei braccialetti elettronici per controllare il lavoro degli operatori ecologici.

"È una misura inaccettabile che lede la dignita' delle lavoratrici e dei lavoratori",  commentano la segretaria generale Cgil Toscana, Dalida Angelini, e la segretaria della Funzione pubblica regionale, Alice D'Ercole. Secondo Cgil si tratterebbe di una soluzione "in stile Amazon". Il braccialetto dialogherebbe con i cestini per accertare che vengano effettivamente svuotati dall'operatore incaricato.

"Non possiamo e non vogliamo fermare i progressi della tecnologia, ma questi devono essere uno strumento che aiuta a vivere e a lavorare meglio- spiega Angelini -. Qui, invece, mi pare che siamo di fronte ad un'altra cosa. Quella in questione è  una iniziativa sbagliata, i lavoratori non sono macchine e non hanno bisogno di metodi così umilianti per svolgere bene quel lavoro che svolgono quotidianamente".

Sarebbe, in breve, "un altro passo verso la disumanizzazione del lavoro".  D'Ercole svela un ulteriore particolare e ventila la mobilitazione: "Prima di apprendere la notizia avevamo chiesto un incontro all'Anci Toscana- sostiene -. A questo punto diventa indispensabile tenerlo quanto prima". Se non dovessero arrivare delle risposte, avverte, "siamo pronti a proclamare lo stato di agitazione di tutto il comparto a difesa e tutela della dignita' delle lavoratrici e dei lavoratori che operano nell'igiene ambientale".