Dipendente dell'azienda (Pressphoto)
Dipendente dell'azienda (Pressphoto)

Firenze, 9 ottobre 2018 - Una storia al contrario. Davanti a tante aziende che chiudono, ce n’è una che apre. A fronte di chi offre lavoro precario, qualcuno mette in campo contratti a tempo indeterminato. In un mondo che cerca di risparmiare nella contraddizione della ricerca di «giovani con esperienza», improvvisamente spunta chi assume soltanto cinquantenni reduci da disoccupazione, precariato e fallimenti. Con questi ingredienti la storia di MrKelp, azienda fiorentina avviata nel settore dei multiservizi, si trasforma da – per quanto lodevole – semplice iniziativa imprenditoriale a caso più unico che raro.

Un’esperienza che ha il sapore del sociale ma che – in realtà – parla di fiducia, opportunità, rinascita. Per una ventina di persone, certo. Ma anche per tre imprenditori che, nell’attuale contesto occupazionale ed economico, definire coraggiosi non appare un’esagerazione. Alessandro Marzocca, Serena Profeti e Simone Orselli hanno pensato che, forse, era arrivata l’ora di mettere insieme uomini e donne a cui mancava solo un’opportunità per tornare a vivere.

Una volta si diceva che ‘la vita inizia a cinquant’anni’. Per una volta persone come Ercole, 57 anni, Massimo, 56, Carlo, 48 o Nicoletta, 42, hanno sperimentato che anche nei modi di dire può esserci un fondo di verità. Le loro esperienze raccontano di lavoro che sparisce, imprese che falliscono, stipendi e contributi non pagati. Di una vita dove - nonostante la volontà e l’impegno - rischia di venir meno la dignità di guardare in faccia la famiglia. « Il coraggio di questi imprenditori è stato ripagato dalla voglia di molte persone che, come me, non aspettavano altro che tornare protagoniste della loro vita», dice Nicoletta.

«Avevo messo in piedi un’azienda che la crisi si è portata via – aggiunge Massimo –. Ho pensato che per me non ci sarebbe stato più spazio. Ci siamo rimessi tutti in discussione ed, oggi, possiamo dire che la scommessa è vinta». «Sono riuscito a riavere una busta paga con i contributi, lo stipendio preciso il giorno stabilito. Erano cinque anni che non l’avevo più. A 57 anni sono riuscito a risollevarmi, a tornare vivere tranquillo», dice con il sorriso Ercole. Carlo, invece, si è trovato a piedi dopo anni di contratti a tempo determinato. «Graduatorie improvvisamente chiuse e porta sbattuta in faccia a me e a molte altre persone. Posso garantire che stare senza lavoro, oggi, è qualcosa che non può esistere».

«Fino da subito abbiamo optato per assunzioni che privilegiassero l’inserimento di donne e uomini che avessero perso il proprio lavoro o dovuto cessare la propria attività a causa della crisi – spiega, uno dei tre imprenditori, Alessandro Marzocca –. Vogliamo dare opportunità a persone sui cinquanta che si trovano in grande difficoltà, aiutandole ad inserirsi nuovamente nel mondo del lavoro».