Firenze, 8 giugno 2018 - Davide Astori, il capitano della Fiorentina trovato senza vita la mattina del 4 marzo in una stanza d'albergo a Udine, dove era in ritiro con la squadra per scendere in campo contro Udinese, non sarebbe morto per bradiaritmia, ossia per un rallentamento progressivo dei battiti cardiaci che portano il cuore a fermarsi definitivamente, ma sarebbe stato ucciso invece da un'accelerazione cardiaca. Lo riferisce il Corriere della Sera.

A fermare il cuore del capitano della Fiorentina sarebbe stata dunque una "tachiaritmia", un'accelerazione improvvisa del battito cardiaco “che non avrebbe dato scampo all'atleta”. E' la risposta a una morte drammatica che viene fuori dalla perizia su cui i professori Carlo Moreschi e Gaetano Thiene, esperti incaricati dal pm Barbara Loffredo, hanno lavorato per lungo tempo.

Perizia che ribalta la tesi portata avanti sinora, ovvero la morte per bradiaritmia. Secondo i periti Astori non sarebbe morto nel sonno, al contrario si pensa che Astori si sarebbe svegliato ma non avrebbe avuto la possibilità di chiedere aiuto. Forse il capitano si sarebbe potuto salvare se avesse condiviso la camera con qualcuno che poteva dare l'allarme. "Non posso anticipare nulla — ha dichiarato il procuratore di Udine Antonio De Nicolo, come riporta il Corriere — Posso solo dire che sul caso è aperto un fascicolo a carico di ignoti. La collega sta studiando il documento. Non appena il lavoro sarà terminato decideremo se proseguire l'indagine o chiedere l'archiviazione".

 LE INDAGINI - La Procura di Firenze ha intanto ricevuto dai colleghi della Procura di Udine il fascicolo d'inchiesta sulla morte improvvisa del capitano della Fiorentina. Il fascicolo è stato aperto per omicidio colposo e a carico di ignoti. Al momento contiene gli accertamenti di polizia giudiziaria svolti finora a Udine ma nei prossimi tempi, verosimilmente, verrà integrato da altre indagini effettuate dalla pg di Firenze.