Firenze, 11 ottobre 2021 - Il boato rosso che squarcia l’aria gentile d’ottobre di Borgo dei Greci all’annuncio dell’arresto di Roberto Fiore, forzanuovista duro e purissimo della ruvida destra romana, grattugia la memoria fino ai frame analogici di fine ’900 quando ancora il solco della dicotomia politica degli opposti era ancora ben profondo. L’abbraccio alla Cgil fiorentina, in simbolica sintonia con quella romana la cui sede è stata disintegrata sabato pomeriggio dall’assalto dell’ala destra ’no Green pass’ è andata oltre ogni previsione con centinaia di persone (c’è chi dice più di mille) tra politici (il governatore Eugenio Giani in testa, poi il leader di Iv Matteo Renzi, "Sacrosanto esser qui contro ogni squadrismo", le sue parole, "Assalto indegno di un Paese civile" ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella da Dubai), semplici cittadini con le bandiere della Camerda del lavoro, iscritti e operai, con la Gkn in testa a rumoreggiare.

E proprio Giani ieri, nel ri badire la ferma condanna ai fatti romani ("Oggi tutto il popolo toscano è vicino alla Cgil. Verso Forza Nuova, verso tutti i movimenti politici che praticano il fascismo, dobbiamo essere duri e far rispettare la Costituzione che ne prevede lo scioglimento") ha colto l’occasione per prendere una posizione forte sulla proposta di proroga del certificato verde: "Con molta sincerità dico che la Regione Toscana non condivi de le posizioni di alcuni governatori che chiedono una proroga nell’applicazione del Green pass e l’allungamento della validità dei tamponi fino a 72 ore" ha detto il governatore argomentando così: "In questo modo si scoraggiano le persone a vaccinarsi e si rallenta una ripartenza sicura del Paese".

Da annotare che Ieri la solidarietà – in una mobilitazione che ha visto le sedi Cgil aperte in tutti e dieci capoluoghi della Toscana, da Prato (presente il sindaco Matteo Biffoni, "Vergognoso attacco alle istituzioni democratiche") a Pisa a Livorno, e in molti altri centri, da Castelfiorentino a Donoratico, a Montelupo – è arrivata dai mondi più disparati. Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana, in un messaggio al sindacato ha espresso preoccupazione per i fatti di Roma: "In un momento in cui è necessaria la massima unità del Paese per affrontare la fase importante e delicata della ripartenza, va ripudiata e respinta con fermezza ogni forma di intimidazione, intolleranza e violenza".

Anche il senatore fiorentino di Fratelli d’Italia, Achille Totaro, ha condannato in un post i fatti di Roma: "Non esistono giustificazioni a comportamenti vigliacchi del genere. Da uomo di destra se fossi stato in piazza sarei stato a difendere il pieno diritto di chi non la pensa come me di avere la propria sede e mi sarei opposto a chi la voleva assaltare con la violenza".

La ceralacca la mette Dalida Angelini, segretaria generale Cgil Toscana: "Oggi nella nostra regione si è manifestata grande vicinanza a tutta la Cgil, l’attacco fascista alla nostra sede nazionale è stato vissuto come una ferita alla democrazia e alla Costituzione. Le nostre sedi sono state aperte in ogni provincia e sono state ‘abbracciate’ da istituzioni, società civile e semplici cittadini: ringraziamo tutti e tutte. Le organizzazioni fasciste vanno messe fuori legge".