La Regione ha sostenuto nel 2021 anche le spese per l’affito degli hub vaccinali
La Regione ha sostenuto nel 2021 anche le spese per l’affito degli hub vaccinali

Firenze, 22 ottobre 2021 - Un disavanzo, legato alle spese regionali per la sanità da 430 milioni (avevamo scritto a fine settembre). No, 500 milioni. Forse di più. Almeno 550, anzi di più sembra proprio. La cifra sarà cristallizzata al 31 dicembre, entro maggio la possibilità di intervenire. Intanto rimbalzano le cifre nei palazzi della Regione Toscana. L’unica certezza è che il rosso è da emergenza altissima. Il presidente toscano Eugenio Giani si mobilita, ma non ci sta alla crocifissione dei numeri: "Abbiamo sostenuto spese per far fronte a una pandemia, non si tratta di sprechi, sia chiaro. Chi spara cifre dice cose non espresse con competenza". Lunedì riunione della maggioranza (Pd, Italia Viva, Sinistra), il 2 novembre l’assessore alla Sanità Simone Bezzini è chiamato a riferire al consiglio regionale (tuona Fratelli d’Italia: "Sporfondo finanziario").

Il presidente toscano Giani ha varato una doppia revisione della spesa: nelle tre Asl toscane (solo per fare un esempio l’Asl Toscana centro deve tagliare cento milioni di spesa da qui a fine anno, i sacrifici richiesti alle altre aziende non sono da meno) e negli assessorati. Si cerca di ricavare un tesoretto di contenimento di uscite inoltre si aspetta che il governo copra le spese durante i mesi della pandemia. Roma sta accendendo i riflettori sulla Toscana. L’ipotesi estrema se non ci fosse un rientro nel bilancio potrebbe essere il commissariamento della Sanità come avvenuto in Calabria, Campania e Molise. Una possibilità mai praticata nella storia della Regione del Pegaso. "Ora si taglia su tutto perché se il bilancio della sanità va in default salta tutto" si dice nelle stanze della Regione.

E’ proprio così perchè il bilancio sanitario rappresenta l’85% della manovra regionale da circa 7 miliardi. La manovra ’taglia spese’ prevede oltre al congelamento delle assunzioni, lo stop al pagamento degli straordinari, la chiusura di qualche hub vaccinale in affitto e così molti acquisti in sanità saranno rinviati al 2022. Giani è realista, guarda ai prossimi mesi e non vuol sentir parlare di buco di bilancio: "Facciamo chiarezza: le voci attive e passive si vedono a fine anno. Fino a maggio possiamo interventire. L’anno scorso il governo col decreto ristori girò alla Toscana 80 milioni a marzo. Aggiunti ai 100 milioni della Toscana non impegnati riuscimmo a chiudere in pareggio. Non capisco perché si è scatenata questa bufera di cifre ora. Spese legittime a cui faremo fronte".

Come? Si confida che dallo Stato ci sia una trasferimento di 150 milioni su un totale di due miliardi chiesti da tutte le Regioni. Più si conta di ricavare circa 200 milioni dal contenimento della spesa nelle Asl, più 67 milioni si recupereranno da spese non fatte con variazione di bilancio ad hoc. "Siamo la Regione che ha assunto di più in sanità in un anno e mezzo - sottolinea Giani - seimila persone che a fronte dei pensionamenti fanno sì che le nostre strutture abbiano a disposizione 4200 operatori in più. Dobbiamo essere orgogliosi degli sforzi per la campagna vaccinale, non evocare buchi di bilancio in autunno". Intanto nella riorganizzazione dell’assessorato alla Sanità come direttore generale perde quota Paolo Morello e torna in pole Federico Gelli.