Il professor Andrea Matucci, immunologo
Il professor Andrea Matucci, immunologo

Firenze 2 marzo 2021 - Accordo fatto fra la Regione Toscana e  'Toscana life sciences' sugli anticorpi monoclonali. La società Tls sviluppo garantirà una decisa svolta nella cura contro il Coronavirus con produzione di 200mila dosi in sei mesi del farmaco per la terapia del Covid. Mentre il vaccino opera a livello preventivo, gli anticorpi monoclonali interveranno nella cura di chi ha già contratto la malattia. 

Scopriamo cosa sono gli anticorpi monoclonali con il professor Andrea Matucci, immunologo, dirigente medico di 1° livello Sod Immunoallergologia dell'Azienda ospedaliero universitaria di Careggi  

Che cosa sono gli anticorpi monoclonali?

"Si tratta di anticorpi come quelli che il nostro sistema immunitario produce per difenderci dagli agenti infettivi, ma in questo caso prodotti in laboratorio e capaci di riconoscere una specifica struttura. Rappresentano ormai da alcuni anni la nuova frontiera per la terapia di molte malattie croniche immuno-mediate tra le quali le quali l'artrite reumatoide, malattie gastrointestinali quali il morbo di Chron e rettocolite ulcerosa; malattie neurologiche quali la sclerosi multipla e sono utilizzati anche per la cura di certi tumori. Recentemente si è aperta la strada anche per il trattamento della malattia da Sars-Cov2 a tutti nota come Covid-19".

Qual è la loro funzione?

"Quella di neutralizzare in maniera specifica e selettiva e con elevata efficienza il proprio bersaglio, quindi una sorta di 'arma intelligente', a cui fa seguito l'effetto terapeutico come, ad esempio, nel caso della infezione dal virus del Covid, il blocco della proteina nota come 'Spike' che rappresenta la 'chiave' che il virus utilizza per entrare all'interno delle cellule del nostro organismo".

Quale contributo offrono alla cura del Covid-19?

"L'impiego degli anticorpi monoclonali rappresenta un ulteriore progresso per la cura della fase acuta della malattia, in quanto bloccano appunto la capacità del virus di infettare le cellule del nostro organismo, operando soprattutto nelle fasi iniziali dell'infezione, quando il virus si riproduce, ovvero si replica, con grande velocità. E' possibile pensare anche ad un ruolo protettivo più a lungo termine dato che il loro effetto sembra durare anche per alcuni mesi. Infine possono rappresentare un grande aiuto per i pazienti affetti da alcune malattie da immunodeficienza e che, non essendo capaci di produrre i loro anticorpi, non sono in grado di rispondere in maniera efficiente neppure al vaccino".