La prima catena di montaggio Ford
La prima catena di montaggio Ford

Firenze, 27 settembre 2021 – Automobili certo, ma anche computer, cellulari, elettrodomestici e gadget di ogni tipo. Oggi tutti noi non potremmo godere di nessuno di questi strumenti se non fossero prodotti in serie e su grossa scala. Ecco perché la catena di montaggio è stata una delle più grandi innovazioni dell’era moderna. Introdotta nel mondo da Henry Ford nel 1908 , ha consentito di abbattere notevolmente i tempi di produzione con notevoli risparmi economici.


Un’automobile Ford comprendeva circa cinquecento pezzi, contando anche le viti. Alcuni erano abbastanza grossi, altri “non più che particelle di una macchinetta da orologio”. Prima di questa autentica ‘rivoluzione’, quando venivano assemblate le prime macchine: “La vettura soleva essere messa al suolo in un punto qualsiasi e gli operai vi portavano man mano i pezzi occorrenti, al modo dei manovali quando si costruisce una casa”. Ma Henry Ford aveva un sogno, quello di costruire “un’automobile per le grandi masse, fatta con i migliori materiali dai migliori operai. Dovrà essere così a buon mercato che nessuno sarà impossibilitato a comprarla”. Per riuscirci, si dedicò instancabilmente alla ristrutturazione del ciclo produttivo, che venne scomposto in operazioni elementari. Alla fine ne trovò uno basato sulla “intercambiabilità completa dei pezzi e sulla semplicità di incastro”. Era il 27 settembre del 1908 quando venne costruita la prima Ford Modello T, realizzata nello stabilimento di Piquette, Detroit. Suo il primato di essere la prima vettura prodotta in grande serie utilizzando la tecnica della catena di montaggio.


Grazie alla Ford Motor Company, sotto l’illuminata guida di Henry Ford, venne dunque inaugurata la prima linea di assemblaggio ‘in movimento’ per automobili, innovazione che ha fatto rapidamente evolvere l’industria delle quattro ruote permettendo di soddisfare, con l’aumento della produzione, la crescita della richiesta di mobilità nel mondo intero. Nel settembre di quell’anno, la prima Modello T - trascinata con un argano e un cavo sulla linea di montaggio dell’Highland Park Assembly Plant - permise ai 140 operai di completare in successione l’auto con la meccanica, la carrozzeria e gli accessori. Sperimentando una innovativa modalità di lavoro, che di fatto fece da apripista per la moderna industria dell’auto. I risultati non si fecero attendere. I tempi necessari a produrre una macchina negli stabilimenti della Ford si ridussero da 12 ore a un’ora soltanto. Grazie a questa innovazione, Henry Ford fu in grado di moltiplicare per 7 la produzione della Modello T fra il 1912 e il 1916, e di ridurne il prezzo da 825 a 600 e addirittura fino a 360 dollari. La produzione continuerà fino al 1927 con un totale di oltre 15 milioni di esemplari venduti. Realizzando automobili alla portata delle famiglie, l’intuizione di Henry Ford consegnò a milioni di persone qualcosa che valeva molto più di 360 dollari. Una conquista dal valore inestimabile: la libertà di muoversi su quattro ruote.


La storia dell’azienda statunitense e del suo fondatore, legata a una concezione lavorativa basata sulla disciplina e sulla produttività – e ovviamente dell’utilizzo della tecnologia della catena di montaggio e del nastro trasportatore all’interno della fabbrica – di fatto diede avvio a una autentica rivoluzione nel campo industriale. Lo strabiliante successo ottenuto in quegli anni nell’industria automobilistica, ebbe un seguito talmente considerevole nel settore dell’industria manifatturiera, da rivoluzionare notevolmente l’organizzazione di tutti i settori produttivi su grossa scala a livello globale. Diventando uno dei pilastri fondamentali dell’economia del XX secolo, con notevoli influenze sulla società di ieri e di oggi.


Ma insieme ai lati positivi, ci furono anche risvolti negativi. Il lavoro altamente ripetitivo e meccanico richiesto agli operai addetti alle catene di montaggio, produceva degli effetti stressanti e alienanti su di loro. Ford ricevette molte critiche per i problemi indotti dai nuovi metodi di produzione, a cui cercò di far fronte installando dei presidi medici nelle fabbriche. Oggi le operazioni maggiormente ripetitive o pericolose sono svolte dai robot, tuttavia neppure l’automazione è immune da critiche. L’impiego diffuso di macchine, ha infatti in molti settori ridotto al minimo, e talvolta addirittura azzerato, l’intervento dell’uomo, con pesanti conseguenze a livello occupazionale. Ogni innovazione che spalanca le porte alla modernità, porta con sé rischi e vantaggi. Tuttavia non bisogna mai dimenticare che, in ogni caso, grazie al progresso tecnologico, gli uomini sono arrivati a ottenere da sé quello che un tempo chiedevano agli Dei.   


Nasce oggi


Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, è nato il 27 settembre 1966 a Roma. È uno dei cantautori italiani di maggiore successo, rapper e disc jockey. Ha detto: “Le canzoni che si ascoltano nell’infanzia sono quelle che davvero conteranno nella vita. Non quelle che poi sceglierai di ascoltare, ma quelle che ascolti prima di sapere che si tratta di musica”.  


Maurizio Costanzo