Solstizio d'estate (Ansa)
Solstizio d'estate (Ansa)

Roma, 8 giugno 2021 - Alle 5,31 del 21 giugno 2021. Ecco il momento esatto in cui avrà inizio la prossima estate. Il suo avvio è segnato dal raggiungimento dell’altezza massima del sole nell’emisfero boreale: il solstizio.

Celebrato da millenni, il solstizio era venerato anche dagli antichi, che avevano acquisito la consapevolezza del cambio regolare, nel corso dell’anno, del percorso del sole, oltre che della posizione dell’alba e del tramonto. Va detto che il solstizio ritarda ogni anno di circa sei ore, a causa dello spostamento dell’asse attorno al quale la terra compie la sua rotazione. Tutto però si ‘azzera’ ogni quattro anni, con l’anno bisestile, quando abbiamo anche il 29 febbraio. Si tratta di un escamotage per evitare, sul calendario, lo slittamento delle stagioni. Se lo scorso anno, nel pazzo 2020, il solstizio d’estate cadde il 20 giugno, quest’anno si festeggia proprio il 21. Insomma, dopo una primavera che più piovosa non si può, la bella stagione si avvicina.

Il solstizio d’estate segna l’inizio dell’estate astronomica ed è il giorno più lungo dell’anno. Il sole tocca infatti il punto più in alto rispetto all’orizzonte, mentre già dal giorno dopo, dal 22 giugno, torna a spostarsi, via via, più a sud, facendo sì che le giornate si accorcino progressivamente. La parola solstitium è costituita da ‘sol’, che significa sole, e ‘stitium’ ovvero fermo. Il significato, insomma, è ‘il sole si ferma’.

Il solstizio è davvero il primo giorno d’estate?

Il solstizio è un evento astronomico, derivante dall’inclinazione della terra sul suo asse e dal suo moto in orbita attorno al sole. Eppure, nessuno ha mai designato ufficialmente questo giorno come l’avvio della stagione più calda. Basti pensare che in meteorologia l’estate inizia il primo giugno. Ad ogni modo, una cosa è certa: il 21 giugno è il giorno fatidico in cui per la stragrande maggioranza dei popoli inizia l’estate nell’emisfero settentrionale e l’inverno in quello australe.

Il solstizio tra miti e leggende

Per gli antichi Greci, il solstizio d’estate apriva ‘la porta degli uomini’, mentre quello invernale ‘la porta degli Dei’. Un avvicendarsi delle stagioni all’interno del quale vedevano una sorta di unione tra il microcosmo degli esseri umani ed il macrocosmo delle divinità. Nell’antica Roma la festa si celebrava tra il 24 ed il 26 giugno ed era chiamata Fors Fortuna. Il fascino che il momento ha sempre esercitato sugli uomini ha una prova tangibile a Stonehenge, sito neolitico che si trova nello Wiltshire, in Inghilterra. E’ considerato un sito preistorico ancora avvolto nel mistero. Ancora oggi all’alba del solstizio d’estate i druidi, indossando dei costumi tradizionali, si riuniscono attorno alle pietre di Stonehenge per dare il benvenuto ai primi raggi di sole del nuovo giorno. Prima che il Covid rendesse tutto più complicato, migliaia di persone si davano ogni anno appuntamento in questo luogo per ammirare l’alba e lo strabiliante momento in cui un raggio di sole attraversa un trilite e si poggia sull’altare centrale. Per molti, un segno celeste che permetteva agli antichi popoli di capire il susseguirsi delle stagioni.