Firenze, 24 luglio 2012  E' morto Michele Barillaro, gip del tribunale di Firenze. Ha perso la vita in un incidente stradale in Africa. Il giudice, in vacanza in Namibia, era alla guida di una jeep che si e' scontrata con un camion.

 In tutto le vittime dell'incidente sono tre, tutte erano a bordo della jeep. Oltre a Barillaro, hanno perso la vita un avvocato fiorentino, Roberto Colcellini, socio anche di un'attivita' ricettiva in Namibia, e un cameriere namibiano, che lavorava nella struttura del legale. E' quanto viene spiegato al consolato onorario italiano a Windhoek.

Il giudice e l'avvocato erano in vacanza in Namibia per una battuta di caccia. L'incidente e' avvenuto intorno alle 19 di ieri in una localita' chiamata Otjiwarongo: l'auto su cui viaggiavano i tre si e' scontrata frontalmente con un camion.

Roberto Colcellini, 73 anni, avvocato e imprenditore era proprietario dell'attività ricettiva in Namibia e come titolare della Oryx Solutions aveva presentato progetti per la costruzione di porti turistici a Piombino e Marina di Carrara.

A confermarlo è il Ministero degli Esteri. Barillaro si era occupato, quando era giudice a Nicosia (Enna) e Caltanissetta, dei processi Falcone e Borsellino. Ha redatto, tra le altre, la sentenza nel processo a Mariano Agate e altri 26 imputati nel Borsellino ter relativo alla strage di via d'Amelio e la sentenza 10/03 nel processo a Toto' Riina e ad altri sei imputati relativo all'attentato dell'Addaura contro Giovanni Falcone.

A Firenze la sua attivita' di gip lo aveva portato a occuparsi anche di indagini sull'area anarco-insurrezionalista e, ultimamente, di quelle in cui si ipotizza la truffa aggravata al Servizio sanitario nazionale e l'evasione fiscale a carico dei vertici dell'azienda farmaceutica Menarini. A Firenze si era occupato degli anarco-insurrezionalisti.  Una decina di giorni fa aveva ricevuto minacce di morte in una lettera anonima recapitata alle redazioni fiorentine di due quotidiani e dell'Adnkronos.

Nella lettera, arrivata a varie testate tra cui anche La Nazione, si sottolineava il fatto che al giudice era stata tolta la scorta.

IL CORDOGLIO

“La città di Firenze e la giustizia italiana perdono una figura di straordinaria importanza: come Partito Democratico non possiamo che essere addolorati e vogliamo esprimere il nostro cordoglio e la nostra solidarietà alla famiglia”. Così Patrizio Mecacci segretario del Pd metropolitano di Firenze e Emiliano Poli, responsabile sicurezza e legalità a seguito della morte del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze Michele Barillaro.
 

“I coordinamenti regionale e fiorentino della Giovane Italia, congiuntamente al movimento universitario Studenti per le Libertà, esprimono il proprio cordoglio per la scomparsa del Gip del tribunale di Firenze Salvatore Barillaro, ricordandone il coraggio, l’entusiasmo e l’umanità”.

Così Tommaso Villa, consigliere regionale e coordinatore regionale della Giovane Italia assieme a Niccolò Macallè e Andrea Badò, rispettivamente coordinatore e vice coordinatore del movimento giovanile del Pdl di Firenze.

“Abbiamo avuto modo Di conoscere ed apprezzare le doti umane del giudice Barillaro in un convegno da noi promosso all’Università di Firenze dal titolo ‘1992-2012 Vent’anni di anti-mafia’. Il contributo portato da Salvatore Barillaro, che nella sua esperienza in magistratura si è occupato del processo Borsellino ter e del processo per l’attentato a Falcone, ha contribuito, con umanità e senza retorica, a far meglio conoscere l’impegno di tanti uomini dello Stato contro la Mafia”, concludono Villa, Macallè e Badò.