Medici e specializzandi (foto di repertorio)
Medici e specializzandi (foto di repertorio)

Firenze, 22 novembre 2020 - Prima hanno protestato i medici, poi i cittadini, infine i politici da destra a sinistra (anche dal Pd). L'emergenza Covid autunnale ha fatto sì che la coperta corta della sanità toscana si mostrasse nuovamente in tutta la sua debolezza. Stavolta è toccato alla guardia medica. Da mezzanotte le risposte della guardia medica, vero presidio del territorio,  saranno possibili solo al telefono. Lo ha stabilito un'ordinanza firmata dal presidente Eugenio Giani per avere a disposizione più medici di continuità assistenziale.

"L'interruzione della continuità dell'assistenza alle 24, con l'introduzione della sola consulenza telefonica dalle 24 alle 8, è una scelta sbagliata sul piano assistenziale che  produrrà accessi impropri nelle strutture ospedaliere e gravi conseguenze sulla tenuta del 118 e dei pronto soccorso" ha sostenuto per prima la Federazione italiana sindacale dei medici uniti (Fismu), in merito, appunto, all'ordinanza 107 firmata del presidente della Regione  Toscana che prevede la sostituzione della guardia medica notturna con un servizio di consulenza telefonica.

Per Marco Bruni, responsabile aziendale Fismu continuità assistenziale, «il servizio di  guardia medica è strategico sul territorio e viene organizzato appunto per garantire l'attività assistenziale per l'intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana come continuità di assistenza nelle cure primarie, da assicurare senza soluzione di continuità». Secondo quanto affermato nel testo dell'ordinanza della Regione, le ore di lavoro delle guardie mediche che si renderanno disponibili con la sospensione del servizio «saranno utilizzate in orario diurno per contribuire alla sorveglianza sanitaria, nonché alla attività ambulatoriale sui pazienti con sintomi simil-influenzali o ospitati in albergo sanitario».
Poi si sono fatti sentire i cittadini specialmente quelli che vivono in aree disagiate, lontani da pronto soccorso e servizi di prima accoglienza sanitaria. Alcuni sindaci si sono fatti interpreti delle necessità del territorio.  Il sindaco di Sansepolcro (Arezzo), Mauro Cornioli, in rappresentanza di tutti i primi cittadini della Valtiberina  Toscana ha scritto a Giani.

"Come responsabili della salute dei cittadini, noi sindaci non possiamo avallare una scelta che va a penalizzare le comunità piccole e, peggio ancora, quelle di montagna. Laddove i mezzi del 118 arrivano con più difficoltà e impiegando il doppio del tempo, non possiamo lasciare il "vuoto" nell'assistenza sanitaria nelle ore notturne. ll presidio della guardia medica è un "salva vita" e risulta quindi fondamentale per garantire il diritto ad essere presi in carico che i nostri cittadini hanno, alla pari di quelli che abitano in città o in centri meno periferici. Non siamo stati nemmeno interpellati sulla questione, che ci è quindi "caduta dall'alto" senza possibilità di dire la nostra opinione. Ribadiamo quindi la nostra contrarietà a questo provvedimento, perché la salute non può sottostare a regole di orario. Le chiediamo quindi formalmente di tornare sulla decisione - revocando o rettificando la sua ordinanza per mantenere il fondamentale servizio di  guardia medica nelle ore notturne''.
Dai sindaci ai rappresentanti politici. In campo Sinistra Italiana, il Pci, Italia VIva, Lega e Forza Italia e anche il Pd. Tutti accusano la fragilità del sistema che 'toglie da una parte per coprire le necessità di un altro settore, ma a rimetterci sono sempre il cittadino e l'efficacia del servizio territoriale".

Elisa Tozzi (Lega) presenterà un'interrogazione in consiglio regionale: "Dagli stessi professionisti sanitari è arrivato un giudizio assolutamente negativo nei confronti di una decisione che rischia, in un momento particolare e complesso come questo, di ingolfare ancora di più i pronto soccorso". Marco Barzanti (Pci) auspica un ripensamento che porti all'annullamento dell'ordinanza.  

«Restiamo stupefatti dalla decisione presa dal governatore toscano Eugenio Giani che con la ordinanza regionale ha deciso di togliere il servizio della guardia medica dopo le 24. Questa scelta in questo momento di grave emergenza non ha senso alcuno» dicono il vice presidente del gruppo Forza Italia alla Camera Stefano Mugnai e il parlamentare di Fi Elisabetta Ripani. E Sinistra Italiana: "Cercare di sopperire alle carenze ormai palesi delle medicina territoriale diminuendo ancora di più i servizi più prossimi del territorio va esattamente all'opposto di quello che si dovrebbe fare, decongestionare i punti di pronto soccorso".  All'attacco anche il consigliere regionale di Italia VIva Maurizio Sguanci: "La pandemia non può e non deve stravolgere l'assetto sanitario ed assistenziale del nostro sistema pubblico universalistico. A rischio c'è la tutela della salute di tutti. È impensabile lasciare i cittadini senza adeguate risposte assistenziali, comprese quelle garantite dalla guardia medica".

E anche dal Pd iniziano a ripensarci: anche Enrico Sostegni consigliere regionale Pd, presidente della commissione Sanità e Vincenzo Ceccarelli, capogruppo Pd nell'assemblea toscana non condividono la decisione di sospendere la guardia medica dalle  24 alle 8. Secondo i due consiglieri regionali «dobbiamo mantenere aperta h24 la guardia medica nelle zone disagiate. Apprezziamo lo sforzo messo in campo per il contrasto all'emergenza sanitaria legata al Covid - aggiungono in una nota - e comprendiamo bene la necessità di avere un numero maggiore di medici in disponibilità, ma occorre tener presente che la  Toscana non è fatta solo di città e grandi centri, al contrario è un territorio vasto e ci sono zone più marginali che non possono essere lasciate scoperte e dove questa scelta rischia di avere gli effetti di un indebolimento dei servizi difficilmente sostenibile dalle comunità locali».