CARLO BARONI
Cosa Fare

Morto nel crollo del casolare: "Niente sarà più come prima senza il nostro amico Mattia"

A Calcinaia insegnanti e compagni di scuola straziati dalla tragica fine del diciassettenne. Il preside annuncia un percorso psicologico per i ragazzi: "E intanto fermiamoci a riflettere".

"Un dolore che ci sta devastando", ha detto un insegnante. Metre un giovane, lì vicino, sussurrava: "Niente sarà più come prima". Lacrime, e poi cuori spezzati su Istagram per Mattia Simonetti, mentre gli inquirenti indagano e la scuola, il “Fermi“ di Pontedera, con le bandiere a lutto, ha ricordato l’alunno con un minuto di silenzio e annunciato che attiverà un percorso di sostegno psicologico per i ragazzi.

Servirà per elaborare il lutto, ma anche per riflettere. In particolare "su quanto valore abbia la vita", ha scritto il preside, Luigi Vittipaldi. Una vita spezzata a soli 17 anni in un giorno di gioco e per un gioco. Diventato dramma tra tegole che mancano, finestre rotte e dell’edera che avvolge tutto. Luoghi abbandonati, paesi fantasma dove la natura si riprende il suo spazio: è la nuova calamita di migliaia di giovani. Basta un rudere in disuso per creare il set perfetto per realizzare una storia nuova, un momento ad altissima adrenalina da vivere e condividere. E’ un fenomeno che sta dilagando da qualche anno per poi raccontare tutto nella rete. E’ questa la ragione che ha attirato sette ragazzi in un vecchio casolare in rovina da anni e dove, purtroppo, si è consumata una tragedia immane? C’è un’indagine per dare l’esatto copione all’accaduto. Quello che è certo, purtroppo, è che uno di loro, Mattia Simonetti, 17 anni, è morto schiacciato da un muro e dal tetto che gli sono crollati addosso.

Al momento, per questo dramma andato in scena venerdì alle 17 in mezzo alla campagna tra via delle Case Bianche e la Tosco Romagnola, nel comune di Calcinaia in provincia di Pisa, non ci sono indagati. Ma gli accertamenti sono in pieno svolgimento. I carabinieri di Pontedera hanno sentito tutti i ragazzi che erano con Simonetti. E non è escluso, appunto, che i giovanissimi si fossero recati nel casolare per girare video e scattare foto che avrebbero successivamente pubblicato sui social network, oggi che giochi, momenti di vita, goliardate semplici o pericolose, finiscono in rete, raccontate immediatamente a quel mondo popolato di tutti e di nessuno.

La casa colonica fa parte dei beni di un proprietario terriero della zona. E’ stata abitata fino agli anni ’60 da due famiglie di contadini che erano dipendenti della fattoria. Da oltre mezzo secolo è abbandonata, il tempo, l’usura e la vegetazione hanno fatto il loro corso. Sulla facciata ci sono i cartelli con scritto "pericolo crollo". Intorno nessuna protezione che potesse impedire l’accesso. L’attrazione dei ruderi e dei luoghi abitati solo da fantasmi è in crescita. E da tempo c’è sul tavolo, anche, il delicato tema della pericolosità e la legalità del fenomeno. Avventurarsi in luoghi abbandonati può essere fisicamente pericoloso. L’attività inoltre si associa anche al rischio penale: può portare a infrangere la legge. Non è detto, tuttavia, che questo sia il caso specifico di Calcinaia. Ma è certo che l’esplorazione urbana – perché si chiama così – può essere piena di insidie. I ragazzi, gli altri sei che sono scampati per miracolo al crollo, hanno raccontato la loro versione. I loro cellulari al momento non sono stati messi sotto sequestro. Anche il proprietario dell’immobile – si apprende – è stato sentito dai carabinieri.

L’attività e gli accertamenti, appunto proseguono: c’è da chiarire tuta la sequenza degli accadimenti. Dalla scelta del gruppetto di addentrarsi nel casolare, alla decisione delle condotte successive quando avrebbero iniziato a colpire un muro con un piccone. Colpo dopo colpo il muro già pericolante è crollato insieme al tetto investendo Matti che avrebbe compiuto 18 anni il prossimo 26 dicembre. Gli altri, tra loro anche una ragazza, sono rimasti impietriti. E illesi. Salvi per miracolo. Inutili purtroppo i soccorsi arrivati subito dalla centrale operativa del 118: per il 17enne non c’era più nulla da fare. Tutto quanto ricostruito è stato relazionato dai militari dell’Arma della città all’autorità giudiziaria pisana per le successiva determinazioni che, eventualmente, vorrà prendere.