Alberto Bigagli nella sua adorata Selva di Val Gardena
Alberto Bigagli nella sua adorata Selva di Val Gardena

Pistoia, 22 agosto 2019 - La giusta alchimia. Una storia vera, di vita vissuta, tanta gente con voglia di ascoltare, caso raro, un luogo piccolo ma ricettivo, Frassignoni. Ha avuto un bel riscontro di presenze e gradimento la presentazione de “Le porte chiuse”, libro di Alberto Bigagli: iniziativa voluta dalla Pro Loco della località del comune di Sambuca Pistoiese, tenutasi al circolo Arci. Incalzato, quasi provocato, dalle domande del giornalista Gianluca Barni, Bigagli si è messo a nudo, come sempre forse ancor di più, raccontando le sue vicissitudini di “figlio della colpa” nell’Italia degli anni Quaranta.

Senza velleità letterarie, che non gli appartengono, ma per condividere le difficoltà psicologiche, notevoli, di un’esistenza nonostante tutto e tutti complicata ma bella. Ecco allora l’amore manifestato per gli anni di collegio, ove ha trovato quegli affetti che la famiglia della madre non gli aveva voluto dare (il padre non si è mai palesato, pur abitando nella vicina Prato), la nascita e sviluppo di una nuova famiglia, la protezione regalatagli dalla mamma, dalla moglie, dalla figlia.

L’esigenza, a 70 anni, di scoprire le sue radici sino in fondo, tanto da trovare una sorellastra e infine le informazioni, dettagliate, sul babbo, nel frattempo deceduto. Un volume a metà strada tra il diario e l’esigenza, terapeutica, di mettere nero su bianco il vissuto, con dignità. Alla fine applausi per lui, i presidenti della Pro Loco Giancarlo Capecchi e del circolo, signora Francesca, i volontari. Soprattutto per le persone, davvero interessate alla storia più che alle storie.