La direttrice de La Nazione Agnese Pini
La direttrice de La Nazione Agnese Pini

Firenze, 11 gennaio 2020 - Il primo a scoppiare fu il caso sugli alberghi di lusso: «Vengono da noi e dormono a sbafo negli hotel a 5 stelle». Poi ci fu la storia delle crociere nel Mediterraneo: «Altro che viaggi della speranza, si fanno la gita». La più indimenticabile è però quella dei lager libici confortevoli come resort. Qualcuno diceva: «Ci vorrei andare io, a passarci un ferragosto...». Questione di gusti. 

Ora che l’emergenza immigrazione ha smesso di occupare militarmente le prime pagine dei giornali e di tappezzare più o meno tutti i social, è ormai abbastanza pacifico che quelle di cui sopra fossero più o meno bufale, più o meno sollevate ad arte da qualche media e da qualche politico per fare un po’ di polverone, su cui tra l’altro sono nati e caduti governi, sono volate o si sono affossate brillanti carriere.

Poi ieri pomeriggio la nuova bomba, sganciata su un cielo rasserenato dalle polemiche più feroci circa il tema clandestini, e apparentemente così bizzarra da sembrare improbabile almeno quanto la leggenda delle crociere. Eccola: i poliziotti della questura di Livorno accompagnano i migranti irregolari ai centri di accoglienza anticipando le spese, dalla Toscana fino a Trapani. O anche più lontano. Trasferte ardue e costose, con gli agenti che coprono in prima battuta i costi di viaggio, pernottamento e cibo. Ma questa non è una fake news: purtroppo è tutto vero. E Livorno, denuncia il sindacato di polizia Siulp, non è il solo caso nel nostro Paese delle Meraviglie, per dirla alla Crozza: colpa di risorse esigue, di contrattempi forse difficilmente prevedibili. 
Il punto è che anche stavolta a fare le spese, in senso letterale, delle gestioni approssimative e dei pasticci sono le prime file, o le ultime a seconda dei punti di vista: i poliziotti, in questo caso.