Il presidente Ferretti insieme a Riccioli e Gemmi

Arezzo 27 novembre 2017 -  E' arrivata la prima penalizzazione per l'Arezzo, I più ottimisti speravano in un solo punto, i più pessimisti in tre e invece la penalità è di 2 punti. Penalizzazione arrivata per il ritardo nei pagamenti e nel versamento dei contributi che dovevano essere effettuati a giugno. Probabile l'Arezzo faccia ricorso perché ritiene che sul discorso dei versamenti per un discorso burocratico siano stati spediti ma non arrivati in tempo. Speranza  di recuperare un punticino anche se non sarà facile. Altri due punti di penalizzazione purtroppo arriveranno verso gennaio. Inibito per sei il presidente Mauro Ferretti che peraltro ormai ha ceduto la società.

Attualmente l'Arezzo scende da 19 a 17 punti, quattro sopra la zona play-out.  Livorno 36, Pisa 31, Siena 30, Viterbese 27, Carrarese, Olbia, Lucchese 23, Monza, Arzachena, Piacenza 21, Giana e Pistoiese 20, Arezzo 17, Pontedera 16, Pro Piacenza 14, Cuneo 13, Alessandria 12, Prato 11, Gavorrano 10.

Intanto si è dimesso il direttore sportivo Roberto Gemmi e non è neanche una grande sorpresa visto che oggi ci sarà il cambio ufficiale a livello societario in pratica già avvenuto giovedì con il passaggio dalla Programma Mutuo alla Neos Solution. Ferretti dopo cinque anni di presidenza  lascia il club amaranto. 

In un comunicato Gemmi dichiara: “Fare questo passo mi costa tanto per il legame che si era creato con la città e la tifoseria - afferma Gemmi. 
Sono stati anni intensi, nei quali abbiamo costruito un progetto che ha rappresentato un salto di qualità a livello di aspettative, di risultati del quale vado orgoglioso. Lo scorso campionato, al di là del brutto finale, è stato senza dubbio quello che ha visto tornare l’Arezzo in quei vertici di classifica che le sue ambizioni meritano, ma devo dire che sono contento anche del lavoro fatto quest’anno in una situazione di difficoltà estrema, costruendo una squadra che è senza dubbio in grado di ottenere risultati importanti anche se gravata dalle penalizzazioni. Quello che è certo è che ho svolto il mio ruolo con passione, facendo scelte complicate - magari non sempre quelle giuste, ma sicuramente fatte con cuore e pancia - e trovandomi, soprattutto nei momenti di difficoltà, a combattere da solo. Del resto sapete tutti che ‘combattiamo’ è un po’ il mio motto, e farlo per difendere i colori amaranto e una tifoseria attenta e appassionata è stato un piacere e un grande onore”.