Arezzo, 18 agosto 2018 - Ti aspetti Ronaldo e trovi Giaccherini. Lui, Emanuele, una delle ex colonne della Nazionale ma che nel Napoli di Sarri non trovava posto in campo neanche in zona Cesarini o nei tempi supplementari.

Il piccolo centrocampista di Talla ora è felicemente a Verona, anzi in uno dei suoi quartieri, quel Chievo che da anni conquista e difende la serie A: e il destino ha voluto che fosse proprio il Chievo a battezzare la Juve di Rolando.

Lui, il galattico per antonomasia, il miglior giocatore del mondo in condominio con Messi. Tutti ad aspettare lui e invece almeno al pronti-via ecco Giaccherini. Che prima serve su un piatto d'argento il gol del pareggio ad un suo compagno di squadra. Poi si incunea, si procura il rigore e lo realizza perfino.

E pazienza se alla fine il galattico vero si riprende la partita, passando nei minuti di recupero, quando già gli avversari pregustavano l'impresa. Si sa, è il destino dei piccoli. Per un Davide che stende Golia ce ne sono mille travolti da uno starnuto, anche quando "Eupalla" sembra girare nella loro direzione.

Pazienza. Perché in ogni caso Ronaldo esce dal campo con zero non "tituli" ma gol fatti, Giaccherini no. E manda in visibilio chi lo ha scelto per il fantacalcio, perfino preferendo lui ai vari galattici di turno.

E' la seconda vita del "soldatino" di Talla. Quasi come se volesse ritornare ai tempi d'oro della finale degli europei, quando in paese lo avevano accolto come un trionfatore, organizzando una tavolata per tutto il paese. Piccole soddisfazioni, niente a che spartire con le coppe dalle grandi orecchie o con gli scudetti: ma ognuno ha la sua dimensione. E ognuno può andare alla conquista della sua galassia.

Galattici di tutto il mondo unitevi. Volendo anche nelle dichiarazioni del dopo partita. Cosa ha detto alla fine Emanuele da Talla? "In ogni partita ci sono in palio dei punti e la Juve oggi ci ha insegnato che non c'e' nulla di scontato. Oggi gli è andata bene che sono riusciti a vincere, ma hanno sofferto fino alla fine". Così, perfino dall'alto in basso, capitalizzando i suoi 167 centimetri. 

Chissà, magari aveva immaginato di scambiarsi con Ronaldo la maglia a fine partita. Si è tenuto la sua. Un po' perché l'altra non sarebbe stata della sua misura. E un po' per ricordarsi la sua notte da "galattico".