Arezzo, 17 aprile 2018 - «Dopo che l'asta è andata deserta abbiamo ricevuto una lettera, una proposta d’interesse per l’azienda Arezzo con un assegno circolare e poiché non ci atteniamo freddamente solo ai numeri, qualunque possibilità per salvare il calcio aretino è ben accetta» - sostengono i curatori fallimentari Lucio Francario e Vincenzo Ioffredi. «Abbiamo detto ai potenziali investitori che su tre punti ci sono delle situazioni da rivedere e gli abbiamo indicato come fare. Apprezziamo la loro volontà, anche se ci aspettavamo qualcosa in più. Aspettiamo  i necessari correttivi, poi il giudizio definitivo lo darà il giudice».

Poi un punto importante: «Non ce l’aspettavamo neanche noi, ma in un mese la debitoria è stata ridotta di ben 421 mila euro e questo è molto importante. Inoltre abbiamo parlato alla squadra tranquillizzando i giocatori su certe situazioni. Ci auguriamo non solo che si possa terminare la stagione, ma questa società abbia un futuro». Ci sarà una seconda asta?: «Non è scontato. Importante è soprattutto che arrivino i necessari correttivi alla proposta». 

«Fiducioso - confessa La Cava - i curatori ci hanno chiesto di modificare tre aspetti della proposta. I soldi che andremo a versare con assegni per 62 mila euro non sono cauzione bensì caparra». Tra i punti da modificare ce n’è uno che porterà La Cava, Anselmi e Orgoglio Amaranto a costituire una newco. «Ci è stato fatto notare che in effetti la costituzione della newco è un punto fondamentale - aggiunge Massimo Anselmi - lo sapevamo perfettamente. Abbiamo aspettato perché non sarebbe servita una newco qualora si fosse presentato all’ultimo istante un soggetto X con in mano un’offerta tale da rispondere alle richieste del bando. Adesso ci attiveremo per costituirla». «Quante probabilità che vada tutto in porto? Buone - risponde Anselmi - non vorrei sbilanciarmi ma credo il 90% se non più».