Arezzo, 13 marzo 2018 - E’ un'agonia quella dell’Arezzo che dura da tanto, troppo tempo. L’appello del sindaco agli imprenditori quando siamo a un passo dall’udienza di fallimento, sa tanto di ultimo disperato tentativo. Duecentomila euro raccolti, ma ne mancano altri centosettanta circa per coprire i pagamenti di stipendi e contributi con scadenza improrogabile venerdì prossimo 16 marzo, appena un giorno dopo dell’udienza in tribunale. Senza contare che serviranno ulteriori garanzie per portare a termine la stagione.

Dura, durissima, purtroppo, se qualcuno non interverrà da qui a giovedì. Una lotta contro il tempo. Nel frattempo è arrivato l’istanza di fallimento di un altro creditore, la Sulga, società di trasporti perugini per una cifra di circa diciassettemila euro. Cifra che va a sommarsi a quelle che devono avere Etruria Impianti e Safety Security.

E la vicenda della cessione della società amaranto? Fabio Gatto, imprenditore romano della Neos e l’advisor Stefano Messina che ha fatto da tramite, hanno annunciato il passaggio delle quote di maggioranza alla J Nicol Corporation Ltd di Malta, che si appoggia a un fondo inglese. Tutto questo, visti i precedenti delle altre cessioni, continua a lasciare tantissimi dubbi e punti interrogativi, anche perché l’ufficialità viene rimandata continuamente.

Messina e Gatto sostengono che aspettano l’ok di Orgoglio Amaranto, socio di minoranza e che lo stesso comitato di tifosi rinunci all’esposto presentato in procura. Ma al di là di questo, Orgoglio Amaranto non può opporsi se qualcuno con la maggioranza alla fine volesse comprare l’Arezzo. Gatto aveva detto che l'annuncio sarebbe stato dato entro oggi e invece niente. Ancora tante chiacchiere, discorsi, niente fatti e soldi per salvare l'Arezzo.

Entro l’udienza del tribunale di giovedì e in modo anche da coprire i pagamenti di venerdì servono soldi e subito. Di chiacchiere, discorsi ne abbiamo sentiti troppi e finora nè sul fronte della svolta societaria, nè su quello dell’imprenditoria aretina chiamata a raccolta dal sindaco, si è risolto il grave problema. E il quarto fallimento, il terzo in venticinque anni, con l’umiliazione di una nuova esclusione dal campionato dopo quella del 1993, incombe come una spada di Damocle sulla testa del club amaranto.

Intanto Il sindaco ha fatto un appello: sentenza entro venerdì mattina altrimenti non si potrà fare in tempo per i pagamenti di venerdì e sarebbe la fine. Sindaco che lunedì ha lanciato un appello agli imprenditori per coprire la cifra del pagamento degli stipendi, ma c'è anche da dare le garanzie sino a fine stagione. Il cantante Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, ha dato un contributo personale e attivato imprenditori suoi amici. L'ex ds amaranto Pieroni ha imprenditori suoi amici che sarebbero disposti a coprire quello che eventualmente manca, ma rimane una durissima partita quella di salvare l'Arezzo.

Fausto Sarrini