di Matteo Marzotti "L’atteggiamento era quello giusto perché contro una squadra forte siamo andati due volte in vantaggio poi però paghiamo gli episodi dubbi. Giusto dare un rigore come quello, a metà, ma il gol di Serrotti era valido. Siamo ultimi, stiamo cercando di rincorrere gli avversari, e questi episodi ci penalizzano". Le parole sono quelle pronunciate da Mariano Arini. Il samurai nel commentare l’esito della sfida dello stadio Nereo Rocco è la fotografia migliore della partita contro la Triestina quinta in classifica. Bene quindi il doppio vantaggio firmato da Pinna, piede caldo...

di Matteo Marzotti

"L’atteggiamento era quello giusto perché contro una squadra forte siamo andati due volte in vantaggio poi però paghiamo gli episodi dubbi. Giusto dare un rigore come quello, a metà, ma il gol di Serrotti era valido. Siamo ultimi, stiamo cercando di rincorrere gli avversari, e questi episodi ci penalizzano". Le parole sono quelle pronunciate da Mariano Arini. Il samurai nel commentare l’esito della sfida dello stadio Nereo Rocco è la fotografia migliore della partita contro la Triestina quinta in classifica. Bene quindi il doppio vantaggio firmato da Pinna, piede caldo sui cross ma anche su calcio piazzato. D’altronde i tifosi amaranto avevano scandagliato a fondo i video sui social soprattutto sulle punizioni calciate dal mancino ex Catanzaro. Bene anche quell’atteggiamento di chi deve salvarsi, consapevole di avere assenze importanti tra difesa e centrocampo e attacco in termini di esperienza e costretto quindi a giocare di sciabola. Nessun problema nel giocare a tre dietro, anzi a cinque quando necessario, per arginare la manovra biancorossa fatta di possesso palla ma poco pericolosa per Sala se non per un tiro da fuori di Sarno. L’Arezzo che difende e che va in contropiede sfruttando la velocità e l’estro di Iacoponi, il più libero di testa e di gambe, un’arma in più da sfruttare e che in effetti Stellone usa con regolarità da alcune giornate. Tutto questo è sicuramente quanto di buono ha lasciato la trasferta contro un avversario tabù, contro il quale sono arrivati 14 incontri, 10 sconfitte e quattro pareggi.

Segnali che incoraggiano in vista della sfida con il Mantova e soprattutto dei prossimi scontri diretti con le formazioni invischiate nella zona rossa. Poi però c’è il rovescio della medaglia. La disattenzione difensiva, l’imprecisione sotto porta che non ci voleva nel finale perché una vittoria sarebbe stata meritata. Così resta un pareggio segnato da un rigore che - come detto da Arini - poteva essere fischiato, e una disattenzione sugli sviluppi di un corner che ha visto parte della difesa dimenticarsi di Gomez. Ecco i lati negativi, quelli che rischiano di diventare freni nella corsa salvezza. E poi c’è la sorte che non aiuta, oltre alle sviste arbitrali. Di ritorno da Trieste non è andata giù la decisione del direttore di gara di dire no all’incornata di Serrotti. Le immagini televisive, seppur sfuocate, evidenziano un pallone respinto dal ginocchio destro di Offredi che pare ben oltre la linea di porta. È il secondo episodio simile che viene registrato in stagione, dopo quello di Pesaro. All’Arezzo non resta che cancellare la delusione, anzi trasformarla in rabbia perché la corsa salvezza per adesso tiene il distacco dal Ravenna (invariato) a più quattro, mentre un punto è stato rosicchiato al Legnago che è a più sei. In mezzo a tutto questo resta una classifica che parla sempre di un Arezzo ultimo, con segnali di crescita importanti però nell’atteggiamento, chiamato alla prova del nove domani contro il Mantova.