La premiazione: Rancore è il terzo a destra
La premiazione: Rancore è il terzo a destra

Arezzo, 10 febbraio 2019 - Gli ultimi non sono i primi perché Ultimo, superfavorito della vigilia, arriva solo secondo, bruciato sul palco dalla più grande sorpresa dell'anno, Mahmood, pur indicato con forza dal primo momento da una bella fetta della critica.

Ma ad uscire a braccia levate è anche l'aretina Woodworm: perché resta lontana dal podio nella classifica finale. Ma si rifà monopolizzando i premio della critica.

Non con gli Zen Circus, non con Motta ma con Rancore: lui il rapper romano, che Daniele Silvestri sceglie prima per scrivere il testo e poi per affiancarlo sul palcoscenico: e la scelta è felice per tutti e due.

Sesti nella classifica. Ma vanno a portarsi via tutti e due i premi più benauguranti: quelli della critica, uno dei quali nel nome di Mia Martini e assegnato dalla sala stampa principale. E primo anche nella scelta dell'altra sala stampa, il cuore delle televisioni e di internet. Il terzo premio è il "Sergio Bardotti", che riconosce la qualità del miglior testo.

Nel premio Mia Martini la loro canzone Argentovivo supera con 41 voti Simone Cristicchi e Loredana Bertè. Nel premio della sala stampa Lucio Dalla Argentovivo davanti, e dietro ancora Bertè e Cristicchi.

Ma chi è Rancore? Il suo vero nome è Tarek Iurcich, ha 30 anni. E' nato a Roma da padre croato e madre egiziana, canta e scrive testi da quando ha 14 anni: quattro album, un araccolta di successi, una carriera nelle direzioni più diverse, fino alla mujsica per bambini: ma cresciuta nella terra buona dei rappers, quella dell'improvvisazione e delle sfide nei locali sul filo dei freestyle.

Pescato da Silvestri nel mondo della musica romana, lui era da sempre un interprete del Tufello. Si incontrano, scrivono qualcosa, si lasciano: dopo dieci giorni lo richiama, andiamo insieme a Sanremo.

La favola, tanto per rimanere nel mondo più familiare a Rancora, inizia da lì, il tuo cantante preferito, perché questo era Silvestri per lui, che ti sceglie e ti porta sul Luna Park più luccicante, dal Tufello all'Ariston: una delle tante favole di un'edizione che ha cambiato pagina al festival.

Nella sostanza, basti vedere i primi due posti sul podio, ma anche nella cornice: le etichette indipendenti una volta Sanremo lo guardavano in televisione,anzi a quel punt lo seguivano per radio pur di marcare la loro differenza dallo star system. Ora non solo vanno al festival ma si contendono i premi e di sicuro conquistano i favori della critica e del pubblico.

E qui la favola diventa storia, con un'impresa aretina che da oggi porà ricominciare a riarrotolare il nastro e ripartire. Perché Sanremo lo vedono tutti, compresi i cantanti rimasti fuori e che da oggi avranno nell'agendina un altro numero di telefono da chiamare. Prefisso? 0575: risponde Arezzo. Concreta, piedi in terra, scarpe grosse: ma a volte capace di trasformare quello che tocca, naturalmente in oro