Matteo Bendinelli, Ciro D'Emilio, Anna Foglietta
Matteo Bendinelli, Ciro D'Emilio, Anna Foglietta

di Alberto Pierini

Arezzo 7 settembre 2018 - Ha sfilato sul red carpet con lo smoking del nonno. Ha lasciato nell'armadio quello nuovo di zecca e ha scelto di accarezzare le sue radici,nel giorno più importante. Il nome di Matteo Bendinelli, un aretino alla Mostra del cinema di Venezia, ha campeggiato per un attimo sui titoli di coda del film italiano a sorpresa. Non da regista, non da attore ma da sound designer: il re dei suoni, insomma, che poi sono i coprotagonisti de “Un giorno all'improvviso”, la storia in concorso nella sezione Orizzonti e che ha infiammato il Lido.

Una Napoli come sempre contesa tra speranze e amarezze, il tentativo di riscatto di una famiglia sbagliata, una storia la cui frontiera è poi la stessa di tanti giovani, al confine tra chi ce la fa e chi cade. Perfino sul campo di calcio, il terreno sul quale il protagonista punta a ripartire, per dare una seconda occasione alla mamma tradita dalla vita. I rumori secchi della partita, le voci straripanti del centro commerciale dietro l'angolo, il traffico che stordisce e non ricuce, i suoni felpati della terra smossa nel campo di limoni. Matteo con i suoni ricostruisce tutto questo, sorta di tappeto non rosso ma solidissimo alla storia, spalla a spalla con Gianluca Scarpa, l'uomo del montaggio e suo grande amico. Una storia che regala ad Anna Foglietta la definitiva prova di maturità, al regista Ciro D'Emilio un battesimo da brividi: e sono loro ad affiancare Matteo nella foto a fianco.

Matteo che a 28 anni, dopo la soddisfazione di aver collaborato perfino a “La Grande Bellezza” di Sorrentino, si toglie lo sfizio di portare quattro film al Festival di Venezia. Uno dei quali, “Camorra”, è già andato non solo sullo schermo del Lido ma anche sulla Rai. “E' un'emozione straordinaria essere qui” sussurra dopo gli applausi, quando il cast sciama nelle lunghe notti veneziane. “E' un piccolo film che andrà lontano” aveva pronosticato il direttore della mostra Alberto Barbera fin da luglio. Un viaggio che è già iniziato, folgorante quasi quanto quello de “L'intervallo” di Di Costanzo, mollando gli ormeggi dal Lido, dalla Sala Darsena strapiena fino all'ultima delle sue 1600 poltrone. Gonfiando le vele e insieme anche lo smoking del nonno.