Arezzo, 27 agosto 2019 - L'ora è fuggita ma insieme all'ora vanno in fuga anche le nuvole. La Tosca resiste al maltempo. Una giornata con gli occhi incollati al cielo, uno scroscio di pioggia sul più bello avrebbe costretto gli organizzatori addirittura ad annullare la festa.

E sarebbe stato un peccato. Un po' perché era la degna conclusione di una grande settimana di musica, scandita dal Polifonico ma anche dal suo ricco antipasto, capace di riportare la gente in centro non per bighellonare ma per seguire spettacoli perfino notturni.

Un po' perché la risposta era stata corale: un altro tutto esaurito, oltre mille spettattori, una cornice di pubblico che conferma la fame del genere che esiste in città e che forse dovrebbe trovare delle risposte anche il resto dell'anno, rilanciando il Petrarca da questo punto di vista.

Poi alla fine la schiarita. Certo, la serata è stata una di quelle pungenti, in un clima da giacchetto e golfino, secondo i consigli classici delle mamme. Ma a scaldare l'ambiente ci hanno pensato musicisti e cantanti. E le note immortali di un'opera che è tra quelle che finisci per canticchiare perfino in ascensore e sotto la doccia, tanto per coglierne la popolarità.

Una serata che sembra aprire la strada al bis. Non a breve termime ma nell'estate del 2019. Quando l'accordo stretto con il Pucciniano dovrebbe essere confermato per portare altre occasioni di spettacolo. Tempo permettendo.