Gina Lollobrigida
Gina Lollobrigida

Arezzo 16 luglio 2019 - “Arezzo è una città veramente bella e auguro un grande successo al vostro festival”. Gina Lollobrigida ha accettato di fare la madrina al Raro Festival, lei ospite dell’anteprima che ha visto la presentazione del libro di Emilio Giuseppe Spedicato “Non solo Malibran. 108 incontri tra un matematico e il mondo della lirica”, un incontro voluto da Rita Cucè, responsabile delle produzioni della Fondazione Guido d’Arezzo, che ha conosciuto il matematico, fisico e storico della musica quando aprì la scuola di musica a Kabul per riportare la musica dopo che i talebani l’avevano vietata. Una serata dedicata alle grandi donne dell’opera da Malibran, appunto, alla Callas con aneddoti che hanno accompagnato il pubblico nella storia delle grandi voci della lirica mondiale. Come Gina Lollobrigida, una delle protagoniste del libro che con l’autore, accompagnata da Francesca Pagano responsabile della casa editrice Writeup Site. E’ arrivata a braccetto con il sindaco Ghinelli, una cena a buffet solo per gli ospiti, qualche minuto di intervista e poi l’incontro con il pubblico prima di ripartire per Parigi. Una donna affascinante, una diva, che ha ancora molto da raccontare. Scultrice, fotografa, cantante, attrice, a cui anche San Marino ha dedicato un francobollo, che girando il mondo ha conosciuto anche Madre Teresa di Calcutta alla quale ha dedicato un ritratto, grande amica della Callas. La presenza della Lollobrigida nell’olimpo della lirica non è una forzatura. Il suo primo film “La donna più bella del mondo” la vide interpretare la cantate Lina Cavalieri e cantare la romanza “Vissi d’arte” della Tosca” di Puccini. “Lessi recensioni positive sul New York Times e su Le Figaro, dicevano che avevo una bellissima voce peccato non fosse la mia. E invece ero io a cantare. In realtà non avevo mai sentito cantare la Cavalieri, quando lo feci ci rimasi malissimo, forse non avrei accettato quel ruolo”. Si schermisce, la Lollo, ma non ha certo rimpianti: “Non ho cantato perchè avevo tante cose da fare, da vedere, da girare il mondo e conoscere persone”. Uno invece gli è rimasto, ma si dice ancora in tempo: ” In tanti hanno scritto biografie su di me senza nemmeno conoscermi. Sono tutte false. Voglio essere io a scriverla”. “Sua zia è morta che aveva 112 anni - la rassicura Spedicato - e le ha predetto che vivrà molto più di lei”. Noi aspettiamo allora.