L’assessore Marco Sacchetti
L’assessore Marco Sacchetti

Arezzo, 26 giugno 2019 - Il piano strutturale è stato adottato. Il primo passaggio ufficiale, suggellato dal voto del consiglio comunale, arrivato nella notte dopo un dibattito a tratti acceso durato alcune ore.

Diciannove i voti a favore da parte della maggioranza contro sei contrari e un'astensione, che dovrebbe essere quella del consigliere dei cinque stelle Lepri. Lo strumento urbanistico intorno al quale disegnare lo sviluppo della città entra ora nella fase di pubblicazione e di osservazione. Un iter ancora piuttosto lungo ma che l'assessore all'urbanistica Marco Sacchetti spera di completare con l'approvazione entro l'ultima seduta della consiliatura, quindi orientativamente tra marzo e aprile.

Dal piano era stata stralciata la questione dell'anello a nord, giudicata incompleta e carente dalla Regione, secondo la quale era necessario dotarla di progetti molto più concreti in particolare sul piano ambientale ma anche della circolazione. Sacchetti ha difeso la scelta fatta di un orientamento che poi sarebbe dovuto passare da una fase progettuale: "Ma lo porteremo comunque fino in fondo" ha assicurato.

Il dibattito prima si è acceso sulla richiesta dell'opposizione di affrontare separatamente i singoli articoli e le singole questioni, poi sulle caratteristiche del piano, che ipotizza una ricucitura urbana che vada verso una trasformazione di alcune aree nevralgiche ma lascia ancora da definire nel concreto alcuni dei nodi urbanistici della città.

"Non si vede quale progetto di città ci sia in questo piano" ha attaccato dal Pd Matteo Bracciali. "No, il progetto di città è chiarissimo -  è stata la risposta di Sacchetti - e c'è una scelta di non congelare il futuro ma di rilanciarlo". 

Tra i nodi contestati dall'opposizione l'allungamento della pista dell'aeroporto, presenti in sala alcuni membri del comitato insediato da anni, la mancanza di chiarimenti sul futuro della ex Cadorna e i criteri della partecipazione. "Le possibilità di partecipazione ci sono state ma non possiamo costringere nessuno a farlo" ha risposto Sacchetti, che ha parlato di un passaggio decisivo per la città.

IL PIANO. Su proposta dell’assessore Marco Sacchetti, la delibera relativa ai nuovi strumenti di pianificazione incassa il prima sì del Consiglio Comunale: piano strutturale e piano operativo risultano quindi adottati. Spazio poi alle osservazioni, 60 giorni di tempo per presentarle dopo la pubblicazione dei piani nel Bollettino ufficiale della regione Toscana, a cui seguirà l’approvazione definitiva prevista entro la fine del mandato. 

I principi cardine?  Stop al consumo di suolo, recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio esistente,  interventi di ricucitura del tessuto abitato, individuazione di un perimetro definito, di un confine, entro il quale identificare con chiarezza il territorio cittadino. Questo insieme è riscontrabile innanzitutto nella cospicua riduzione delle aree di espansione rispetto a quelle individuate dal precedente regolamento urbanistico, che passano da 160 a 54.

Fra queste 54, 9 sono considerate aree di particolare rilevanza e complessità, che necessitano di un ulteriore strumento di pianificazione: il piano urbanistico attuativo. Anche se si tratta di ambiti ad alta trasformabilità, la progettazione non potrà prescindere dai principi suddetti, ovvero: recupero, riqualificazione, definizione dei margini urbani. Ecco le 9 aree.

Ex Cadorna, da trasformare in una sorta di cerniera tra centro storico e sistema viario di accessibilità esterno alle mura.

Asse ferroviario, dalla stazione fino all’area ex Lebole per dare a questa parte di città una configurazione unitaria caratterizzata da spazi collettivi e pubblici e da funzioni commerciali e di servizio.

Magazzini comunali, un intervento di riqualificazione dell’area posta al limite orientale del quartiere di Saione con l’obiettivo di realizzare uno spazio pubblico disposto lungo via Tagliamento, caratterizzato in parte come giardino urbano e in parte come sequenza di piccole piazzette commerciali e per servizi.

Via Carlo Pisacane con la riqualificazione dell’area dell’ex mercato ortofrutticolo e la realizzazione di un piccolo giardino pubblico interno.

Area Unoaerre, da destinare a nuova edificazione residenziale da collocare in un grande parco e privilegiando la tipologia edilizia a torre in quanto caratterizzata da una minore occupazione di suolo.

Area Catona 1 con valorizzazione delle aree da destinare a verde e realizzazione del tracciato viario con funzione di circonvallazione interna. area Catona 2 privilegiando sempre la realizzazione del tracciato viario di circonvallazione ma anche di un parco pubblico verso il centro storico e via Tarlati e rafforzando l’offerta di parcheggi, Area Catona 3, con intervento di riqualificazione e bonifica della dismessa fabbrica Icienne.

Area Madonna di Mezzastrada, con la riqualificazione e l’ampliamento dei servizi, collegamenti ciclopedonali e un’area a parcheggio in prossimità del campo da calcio.
I nuovi strumenti prevedono: la riqualificazione della zona della Carbonaia con apertura anche alla destinazione commerciale e il completamento dell’area ex scalo merci di Indicatore con apertura alla destinazione produttiva.

Inoltre, per quanto riguarda le infrastrutture stradali, i due assi di completamento a servizio della Due Mari e del raccordo Arezzo – Battifolle, di cui è peraltro previsto il raddoppio, ovvero la variante alla SR 71 e il nuovo tracciato della SR 73, e la bretella a nord-est, nonostante il parere contrario della Regione. Infine: l’ampliamento dell’aeroporto di Molin Bianco con l’allungamento della pista esistente per l’incremento del traffico aereo.

Trasferendoci su un piano prettamente edilizio, sono state individuate, sempre ai fini del recupero del patrimonio esistente e nell’ottica di favorire i processi di rigenerazione, forme di incentivazione e di trasferimento volumetrico che configurano il cosiddetto “credito edilizio”: a tutti gli edifici privi di valore in stato di abbandono o di degrado è riconosciuta una capacità edificatoria, ovvero parte di quel volume, una volta demolito, diventa buono per l’ampliamento degli edifici esistenti e per le nuove costruzioni residenziali.

Questa misura di compensazione urbanistica, in vista della riduzione degli immobili che alterano negativamente il contesto e della riqualificazione del territorio dal punto di vista urbanistico, paesaggistico, architettonico e ambientale grazie elementi di pregio e decoro, necessita dell’istituzione del Registro dei crediti immobiliari che sarà proposto all’approvazione del Consiglio Comunale. Dove lo stop a ulteriori edificazioni o espansioni edilizie è ancora più stringente, è nelle aree rurali, ovvero gli ambiti esterni al territorio urbanizzato.

Sono inoltre previsti alcuni istituti per la cessione gratuita all’amministrazione comunale da parte dei privati di aree su cui realizzare interventi pubblici, che possono andare da opere specifiche all’edilizia popolare. Tali istituti si accompagnano a misure di perequazione e all’offerta di superficie utile lorda per il miglioramento della qualità urbana ed edilizia, anche nei contesti rurali, e per la riduzione del rischio sismico o idrogeologico.