Arezzo, 12 settembre 2018 - Il futuro della discarica di Podere Rota è al centro di numerose discussioni e l’ultima uscita, in ordine di tempo, ha fatto molto discutere. Il gruppo Cresce San Giovanni ha infatti chiesto che, una volta chiuso l’impianto, la Regione Toscana destini risorse ai comuni anche non sede di impianti che hanno però subito danni dalla presenza del sito. E che per San Giovanni preveda 15 milioni di euro di trasferimenti. Una proposta forte illustrata dal capogruppo Francesco Carbini, che ha rispedito al mittente le accuse di demagogia sul tema rifiuti lanciate dal Partito Democratico.

“Noi – ha detto – facciamo una richiesta molto chiara alla Regione Toscana. Venga redatta una legge ad hoc che consenta di erogare risorse per tutti quei comuni che hanno sofferto per la presenza di un impianto di discarica, come è nel caso di San Giovanni per Podere Rota. La nostra – ha aggiunto – è una proposta precisa: 1 milione di euro di trasferimenti regionali a favore del bilancio comunale dell’ente per ogni anno di disagio”. Il periodo temporale riguarda gli ultimi quindici anni, per cui parliamo di 15 milioni di euro. Non solo. Cresce San Giovanni ha chiesto al governo Rossi l’esenzione dall’Irap per le attività imprenditoriali e professionali, l’esenzione dall’addizionale regionale Irpef per almeno dieci anni dal momento della chiusura della discarica e una Tari agevolata per tutti i residenti del comune di San Giovanni Valdarno.

“Su questa nostra richiesta sfidiamo in consiglieri regionali e in particolare Valentina Vadi – ha aggiunto Carbini -. La invitiamo a trovare una convergenza su questo punto. Altrimenti è il Pd sangiovannese che fa demagogia e populismo. Cresce non ha mancato di sollevare critiche all’operato della stessa Vadi. “Non è solo la segretaria del Partito Democratico locale, ma anche una consigliera regionale della forza di maggioranza – ha detto Carbini -. E ad una mozione presentata dai 5 Stelle in consiglio regionale nell’ottobre del 2017, nella quale si chiedeva, tra le altre cose, che la discarica di Podere Rota chiudesse nel 2021, non votò a favore, ma si astenne”. Il botta e risposta tra il Pd e Cresce su questo tema ha animato, nelle ultime settimane, il dibattito politico della città. La maggioranza ha accusato il movimento civico di aver dimostrato poca responsabilità e disponibilità alla collaborazione, preferendo innestare, su questa questione, una polemica demagogica. Secondo il Partito Democratico, invece, in Valdarno c’è in questo momento un clima generale che consentirebbe di affrontare questa vicenda in maniera compatta e unitaria, al di là delle appartenenze politiche o partitiche.