Arezzo, 29 luglio 2018 - Sandali e bermuda ma si vota lo stesso. In tanti sono al mare, compresa Maria Elena Boschi che da Punta Ala posta su Instagram il suo sorriso insieme a quello delle amiche. Altrettanti però ritorneranno alla base almeno per un giorno, pure l’ex ministro che a Laterina ha ancora residenza nella casa di famiglia. Con loro, forse, anche Enzo Ghinazzi detto Pupo, chissà da quali parti d’Italia e del mondo in giro per le sue fortunate tournée.

Il Pupo di Ponticino ha anche una ragione in più per visitare il seggio: la figlia Ilaria è infatti in lista, candidata per un posto in consiglio comunale sotto le insegne dei civici. Laterina, appunto. Il paese che è stato al centro delle cronache politiche quasi quanto la capitale, non farà più comune in solitario. Si è fuso con Pergine Valdarno dopo un referendum sul filo del rasoio, condito da polemiche roventi ma alla fine andato in porto con il sofferto sì dei due paesi del Valdarno meno profondo, più vicini ad Arezzo che a Firenze al contrario del resto della vallata.

Si vota oggi, dunque. Urne accidentate e anche sfortunate. In giugno saltò tuttodue giorni prima dell’apertura dei seggi elettorali. Un candidato, esponente della lista più a sinistra del Pd, se ne andò di notte dopo una lunga malattia che il destino volle fare culminare proprio in quel periodo. Si chiamava Giovanni Lari, poco più di cinquant’anni; portava ancora i capelli lunghi e a Laterina lo stimavano tutti, Maria Elena compresa che, affranta, lo ricordò con un messaggio toccante per poi partecipare ai funerali. Il prefetto, c’era ancora Clara Vaccaro, annullò la consultazione, non si poteva votare se un candidato a sindaco era appena morto.

E così le urne si apriranno oggi, data decisamente insolita ma di cui si parlava per le elezioni generali quando ancora non era stata trovata la quadra per il governo gialloverde e il ritorno ai seggi sembrava dietro l’angolo. Quasi un presagio. A contendersi la prima poltrona del nuovo comune unico di Laterina e Pergine sono sempre in tre: c’è Simona Neri che, prima del referendum, sindaco piddino lo era già, a Pergine. Nel Pd aretino è un nome che conta, c’è chi la voleva in lizza alle ultime politiche ma è stato meglio per lei che alla fine il peso della sconfitta sia ricaduto sulle spalle di altri.

Di Laterina è invece Stefano Bellezza che guida una lista civica appoggiata dal centrodestra, ormai una tradizione nei paesi della provincia per una formula che ha sovvertito campanili ancorati al campo della sinistra. Pure Laterina e Pergine sono da sempre patrimonio «rosso», ma stavolta lo scoglio da superare, acuito dalle scorie del referendum, non è tra i più facili. Bellezza, che è farmacista, avrà la ricetta giusta?

Tra l'altro, a sinistra c’è un ulteriore ostacolo, la lista che era di Giovanni Lari e che è adesso è andata in sorte a Rossella Lattanzi, candidata a sindaco e intenzionata a sparigliare le carte. Sapremo chi avrà vinto solo stanotte, i seggi chiudono alle 23, quasi seimila gli elettori con l’incognita di quanti andranno a votare. Già, chissà che non siano proprio l’estate e il caldo opprimente a stabilire chi sarà il nuovo sindaco di Laterina Pergine.