Sergio Chienni
Sergio Chienni

Arezzo, 28 maggio 2019 - SONO I REUCCI delle elezioni, i ras delle preferenze. Quelle che se esistesse ancora la Bulgaria del socialismo reale, nella quale notoriamente vigevano percentuali quasi totalitarie, si sarebbero già meritati la cittadinanza onoraria. Un gruppetto di sindaci, di centrodestra e di centrosinistra, che si sono guadagnati la rielezione (erano tutti uscenti) con dati elettorali al di sopra del 70 per cento. Roba che in tempo di consenso volatile è qualcosa di inedito, specie in una provincia scettica come Arezzo e fra gente disincantata come sono gli aretini.

Prendete ad esempio Leonardo Degl’Innocenti o Sanni (è un cognome solo, non vi preoccupate), che a Cavriglia si presentava per il secondo mandato. Bene, dal lavacro delle urne, come si diceva un po’ enfaticamente un tempo, è uscito con un quasi incredibile 81,4 per cento. E’ vero che lui, iscritto al Pd, è l’erede di una tradizione che vuole il suo comune come uno dei più rossi d’Italia, quasi più di Lamporecchio, famosa per la fedeltà alla linea oltre che per i brigidini, ma a un risultato del genere non c’è mai arrivato neppure il più illustre dei suoi predecessori, quell’Enzo Brogi che era amico di Cofferati, consigliere regionale di lungo corso e adesso presidente del Corecom. Bene, conferma lui, non è mai andato oltre il 78 per cento, anche se, precisa con civetteria, scendeva in campo con una lista di partito (il Pds) e non con una lista civica di tutto il centrosinistra.

Al secondo posto si piazza con nettezza un turbo-sindaco come Sergio Chienni, che a Terranuova spopola: addirittura il 79 per cento, risultato quantomai bulgaro per rimanere in tema, tanto più significativo perchè ottenuto in un comune in cui alle Europee la Lega era a ridosso del Pd. Alle Comunali invece cambia tutto e il distacco diventa siderale: segno che il fatto A (nel senso di amministrazione) ancora conta e che i terranuovesi hanno molto apprezzato quella del giovane Chienni, origine renziana e ormai lanciatissimo verso traguardi che vanno oltre un solo Comune.

IN ORDINE di risultato lo segue dappresso un altro sindaco di carisma inossidabile, Mario Agnelli, rieletto a Castiglion Fiorentino col 71 per cento, ben oltre la vittoria di cinque anni fa. Uomo di centrodestra ma senza una precisa etichetta di partito (di lui si era parlato anche come di un potenziale candidato alle politiche), il quasi cinquantenne Agnelli, pare il vero erede di un altro recordman delle preferenze come Girolamo Presentini, democristiano d’antan. Non per niente, il rieletto aveva cominciato in consiglio comumale proprio con lui,sotto le insegne Dc. E CHE DIRE di Roberta Casini, confermata a Lucignano col 70 per cento? Un autentico ribaltone, il suo, perchè alle Europee, in paese aveva spopolato la Lega col 40 per cento. Poi si aprono le urne delle Comunali e si vede che la rappresentante del Pd ha rovesciato specularmente il risultato, mandando ko il civico di centrodestra che le avevano mandato contro. Un po’ quello che è successo anche a Foiano, sia pure in proporzioni minori. Lega al 35 e centrodestra al 45 alle Europee, ma Francesco Sonnati, sindaco uscente Pd, che viene rieletto col 56 per cento il giorno dopo. La sua non è esattamente una percentuale bulgara ma dice che gli elettori nei Comuni preferiscono ancora l’usato sicuro. Da tutti i sindaci di cui sopra i loro amminisrati comprerebbero un’auto di seconda mano. Si chiama stima. Come si dice in bulgaro?