Caldo
Caldo

Arezzo, 17 agosto 2019 - Vi godete il fresco, fate il gesto dell’ombrello dalla poltrona di casa a chi vedete sulle spiagge sudare come un muflone? Calma, l’estate ha mille vite come i gatti. Ed è sempre un errore darla troppo presto per morta. E’ vero che Ferragosto è alle spalle, e di solito è la boa intorno alla quale il tempo spesso gira, ma le sorprese non sono finite.

La conferma? Da lunedì saremo di nuovo sulla lista nera. Le previsioni concordano infatti su un ritorno di fiamma,letteralmente, del caldo africano. E concordano anche nell’indicare Arezzo tra le città potenzialmente a bollino nero. Ci sono alcuni centri nei quali la temperatura proprio lunedì potrebbe riscalare di nuovo la colonnina del mercurio: e tutto per assestarsi sulla soglia dei 40 gradi, per l’esattezza a 38. Fateci caso: è lo stesso tetto dal quale eravamo scesi solo pochi giorni fa, davvero senza rimpianti.

Da un paio di giorni le cose sono decisamente migliorate. Di giorno ma soprattutto di notte. Addirittura ieri con una minima sotto le stelle di 16 gradi, roba da dormire, anzi da sognare come raramente capita durante l’anno. Un’escursione termica robusta, dai 30 diurni ai sedici c’è un balzo di 14 gradi, roba da far impallidire le zone tropicali. Ma un altro vivere, specie per chi è rimasto in città e non ha avuto la possibilità di andarsi a cercare il fresco altrove.

Ma la pacchia sta finendo. E’ il gruppo de «ILMeteo.it», tra gli altri a spiegare che da lunedì dal continente africano risaliranno masse d’aria molto calde che interesseranno soprattutto le regioni centrali, meridionali e parte di quelle nordorientali. Le temperature cominceranno a lievitare sensibilmente fino a toccare picchi di 38°C: e la loro previsione indica Terni in Umbria, Roma e Frosinone nel Lazio e in Toscana noi, Firenze e Prato.

La compagnia non è male, dal tandem con Terni rodato ai tempi de «La vita è bella» di Benigni fino alle grandi città d’arte come Roma o Firenze. Ma la sostanza è che il disagio continua. Un disagio misurato nei giorni scorsi da dati ancora pesanti di accesso al pronto soccorso, che era schizzato di nuovo oltre quota 230 proprio lunedì scorso, ormai da mesi il giorno più critico della settimana. Lunedì si riparte: e attenti a non restare incollati alla poltrona.