L'inaugurazione di Gold Italy
L'inaugurazione di Gold Italy

Arezzo, 14 gennaio 2019 - La Santa Alleanza delle associazioni di categorie, che si salda in una domenica ancora frenetica di manovre intorno al caso Arezzo Fiere, rende sempre più precaria la posizione di Andrea Boldi, il numero uno della società del Palaffari che in queste ore si sta giocando le ultime possibilità di salvezza, peraltro ormai ridotte al lumicino.

Firmano tre delle quattro organizzazioni più importanti presenti nella giunta della Camera di Commercio: Confindustria, che era finita nel mirino dell’ultima esternazione di Boldi, accusata di piegarsi alle esigenze della politica, più Confcommercio e Cna che solidarizzano con via Roma. Manca soltanto Confartigianato, che è l’associazione del presidente di Arezzo Fiere, ma rumors insistenti dicono che pur nella delicatezza della posizione c’è comprensione per le ragioni dei firmatari. Il che quasi chiude il cerchio.

Oggi, infatti, è l’ultimo giorno per chiudere la vicenda senza spargimenti di sangue, sia pure metaforico. O entro stasera Ferrer Vannetti, leader di Confartigianato, riesce a ottenere le dimissioni di Boldi in vista dell’assemblea del 30 gennaio, oppure parte la lettera di revoca, ossia la richiesta di inserire il cambiamento di presidente all’ordine del giorno della riunione, che deve decidere anche sul futuro delle Fiere orafe, per le quali sembra inevitabile la cessione definitiva al gigante Ieg che già le gestisce: in discussione ci sono però modalità, condizioni e data.

Pronti a firmare il siluro a Boldi sono di certo il Comune e la Provincia, soprattutto il primo, da sempre critico col sindaco Ghinelli sulla gestione di Arezzo Fiere. Più sfumata la posizione della Camera di Commercio, che preferirebbe una soluzione diplomatica capace di evitare rotture traumatiche. La Regione, infine, non pare intenzionata a fare le barricate per Boldi, anche se insiste su un ruolo più attivo (soprattutto in termini di soldi investiti) da parte di Comune e Provincia.

Ma torniamo al documento domenicale. «Una questione complessa come la cessione a Ieg e il rinnovamento di Arezzo Fiere - scrivono Confcommercio, Confindustria e Cna - non può essere trattato sui giornali a colpi di conferenze stampa e dichiarazioni al vetriolo». L’attacco al presidente, che venerdì aveva esternato a ruota libera dinanzi ai giornalisti, non potrebbe essere più netto. Boldi aveva parlato, alludendo all’assemblea degli orafi di Confindustria e alle riunioni informali che l’avevano preceduta - di «incontri carbonari».

Le tre associazioni di categoria ribattono: «Disconoscere la legittimità di incontri e tentativi di mediazione è un fatto contro logica, che rischia di incancrenire la vicenda». Come a dire che il presidente non doveva mettere il naso nelle vicende interne di Confindustria, tanto più che lui fu scelto con lo stesso metodo.

«Gli amministratori devono esercitare il loro ruolo» in un clima di serenità con la proprietà. Invece, si lascia intendere, qui è venuto meno il rapporto fiduciario fra una parte dei soci e presidente. Boldi è sempre più solo di fronte all’assedio che lo stringe quasi da ogni lato.