La sede di Unicredit

Arezzo, 21 agosto 2018 - Chiude la storia, apre la cassa. Il centro perde i pezzi come un albero d’autunno ma i suoi spazi continuano a far gola. E non solo in città. Il prezzo? Cambiare pelle. E lì dove vivevano le famiglie nobiliari si accendono le vetrine, in un carosello commerciale che se non altro mantiene i riflettori puntati sul Corso. Ultima prova? Palazzo Brandaglia.

E’ la dimora elegante all’incrocio tra il Corso stesso e via Garibaldi: proprio nel cuore del passeggio, in uno dei punti più caldi dello shopping aretino. Da luglio le sue vetrate sono coperte da cartoni e transenne. Motivo? Il trasferimento della banca. Unicredit ha fatto le valigie, rinnovato e modernizzato la sede di via GuidoMonaco, uno spazio straordionario dove concentrare la sua «potenza di fuoco».

Lasciandosi alle spalle un vuoto ingombrante, non per i destini dell’istituto, che veleggia comunque forte dei suoi sportelli, ma per quelli del centro e del Corso. Ma la «vacanza» dovrebbe essere breve. Sembra praticamente fatto il passaggio della struttura ad un nuovo inquilino: un’altra grande catena della moda, la «Dan John». La voce si rincorreva da settimane, in una città che sussurra e grida qualche volta perfino la verità. Ora arriva la conferma dell’azienda.

«E’ vero, stiamo per aprire ad Arezzo: e proprio in un importante palazzo storico del Corso». Non si sbilanciano a dire Palazzo Brandaglia ma in matematica come nello shopping 2+2 generalmente fa quattro. Anche se è necessario attendere la voce del proprietario dello spazio pregiato, l’istituto bancario I tempi nel caso dovrebbero essere piuttosto brevi. Su questo punto l’azienda non si sbilancia.

Anche se perfino sul suo profilo Facebook ufficiale conferma ai curiosi che lo sbarco è vicino. Quindi possibile un’apertura prima di Natale: forse addirittura all’inizio di dicembre, per intercettare uno dei momenti più propizi dell’anno. Si tratta di un’altra catena, dicevamo, del fronte low cost ma in questo caso maschile. Da scoprire se si svilupperà negli ampi saloni a piano terra che erano la spina dorsale della banca o anche almeno al primo piano superiore. 

Una catena nata a Roma (dove non a caso vanta ben sette punti vendita) ma per diventare un marchio nazionale e che attualmente vanta 40 punti vendita in tutta Italia, con l’idea di coniugare la tradizione sartoriale con il gusto moderno e il prezzo. In Toscana per ora ha solo due centri aperti, uno a Lucca e l’altro a Pisa, Arezzo sarebbe la bandierina numero 41 sulla mappa.

Ma dietro la crisi dei consumi il fermento commerciale non sembra rallentare. Nella galleria dell’Ipercooop ha riaperto dopo anni una sede della Coin: era stata uno dei capisaldi del commercio in centro, stavolta è atterrata, anche sulla scia degli altri marchi trasferitisi in zona Setteponti, in periferia. Per ora con il settore casa, vedremo se sarà solo un assaggio di un rientro più definitivo.

Mentre, tornando in centro, sta per riaprire i battenti un altro dei giganti low cost. La Ovs, rimasta chiusa settimane per la trasformazione dei locali e che già annuncia l’imminente ritorno sulla breccia addirittura già per la settimana prossima. Il centro da una parte lascia, le chiusure soprattutto a ridosso del Corso si moltiplicano, e dall’altra raddoppia. E la storia in qualche modo continua.