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Bekaert. Venerdì i lavoratori a Milano sotto la sede della Pirelli

Il 14 settembre sono state proclamate otto ore di sciopero e una delegazione partirà alla volta del capoluogo lombardo. Sarà presente anche Enrico Rossi.

di Marco Cprsi
Ultimo aggiornamento il 12 settembre 2018 alle 09:23
I lavoratori Bekaert

Arezzo, 12 settembre 2018 - Si avvicina sempre di più la data: per i 318 lavoratori Bekaert c’è tempo fino al 3 ottobre per cercare di trovare delle soluzioni ed evitare la chiusura dello stabilimento di Figline.Una lotta che non si è mai fermata e che continuerà anche nei prossimi giorni. Per venerdì 14 settembre sono state proclamate 8 ore di sciopero . E sempre in quel giorno i lavoratori si recheranno a Milano, per manifestare sotto la sede di Pirelli Spa, l’azienda che nel 2014 ha venduto tutto il settore dello steel cord a Bekaert, compreso il sito produttivo di Figline.Lo scopo è quello di richiamare Pirelli alle sue responsabilità affinchè intervenga in maniera concreta sulla vertenza. Vedremo se arriveranno risposte dall’azienda.

Il Presidente della Regione Enrico Rossi ha intanto annunciato che parteciperà insieme ai lavoratori alla manifestazione di venerdì prossimo a Milano. “Dall’inizio di questa legislatura – ha ricordato il governatore ieri parlando delle crisi aziendali – sono state affrontate e gestite dalla Giunta e dalla Unità di Crisi, 140 vertenze con 48 tavoli di mediazione aperti a livello regionale presso il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero del Lavoro, che riguardano complessivamente circa 7400 addetti, di cui una parte risultano come posti di lavoro in procinto di essere cancellati, o comunque a rischio”.

“Per la Bekaert – ha spiegato il consigliere regionale Pd Valentina Vadi – abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere che siano ritirati o quanto meno sospesi i provvedimenti di licenziamento e la chiusura del sito, in modo che si possano esaminare tutte le soluzioni e gli strumenti, anche eccezionali, utili per ripristinare la redditività dello stabilimento di Figline e riaprire la discussione per una alternativa agli esuberi. Al tempo stesso va chiamata in causa, con forza, con l’aiuto del Governo nazionale, la Pirelli e i suoi rappresentanti che fino a pochi anni fa era proprietari del sito e che riteniamo corresponsabile di questa situazione. La Riforma degli ammortizzatori sociali ha esteso le protezioni a categorie in passato non tutelate, ma ha cancellato in via definitiva la Cassa integrazione Straordinaria in caso di cessazione di attività, per cui dopo 90 giorni si entra in Naspi, perdendo ogni rapporto con l’azienda. Gli obiettivi da centrare sono di prolungare i termini della procedura da parte dell’azienda, la concessione della Cassa integrazione e lavorare ad un concreto progetto di reindustrializzazione”.

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