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Bekaert. Una vertenza "di vallata". Più del 50% dei lavoratori arriva dal Valdarno Aretino

La situazione della Bekaert, l'azienda di Figline che rischia seriamente di chiudere, preoccupa tutto il Valdarno. Dei 318 lavoratori, quasi 170 arrivano dall'area aretina della vallata. 

di Marco Corsi
Ultimo aggiornamento il 11 luglio 2018 alle 10:25
I lavoratori della Bekaert

Arezzo, 11 luglio 2018 - E' una vertenza tutta valdarnese quella della Bekaert, lo stabilimento di Figline Valdarno che rischia di chiudere entro la fine dell'estate. Dei 318 dipendenti della fabbrica ex Pirelli, infatti, più del 50% arriva dal Valdarno Superiore Sud. Il contingente più numeroso è quello sangiovannese. Sono 53, infatti, i residenti nella città di Masaccio che quotidianamente percorrono i 6,7 km che separano le due città per raggiungere il sito produttivo di via Petrarca. Una trentina i montevarchini, altrettanti i terranuovesi. Ma lavorano in Bekaert anche 24 cittadini di Cavriglia e una quindicina del comune di Castelfranco Piandiscò. Se consideriamo anche quelli di Loro Ciuffenna e Bucine, siamo attorno ai 160/170 lavoratori che arrivano dalla provincia di Arezzo. Un numero importante, che testimonia quanto la vertenza sia valdarnese a tutti gli effetti. Non a caso il giorno dell’annuncio della chiusura, il 22 giugno scorso, si precipitarono in fabbrica molti sindaci del comprensorio, tra cui Maurizio Viligiardi, Silvia Chiassai, Pietro Tanzini ed Enzo Cacioli. E lo stesso è avvenuto alla manifestazione, straordinaria, del 29 giugno scorso, quando erano presenti tutte le amministrazioni comunali della vallata.

Un’unica grande bandiera a sostegno dei dipendenti e delle loro famiglie, appoggiati anche dalla gente comune e dai sindacati, tra cui Alessandro Beccastrini, segretario generale Fim-Cisl Toscana, cavrigliese, mobilitato insieme alle altre organizzazioni sindacali a difesa dei posti di lavoro. Proprio Beccastrini, nelle ultime ore, ha ricordato che, fermo restando tutte le iniziative di lotta contro la multinazionale belga, la Fim vuole entrare nel vivo della trattativa e verificare entro fine luglio quali sono le possibilità di reindustrializzazione di cui Bekaert ha parlato. Intanto sia il consiglio comunale di San Giovanni Valdarno che quello di Montevarchi hanno promosso iniziative che vanno in una direzione ben precisa. Il parlamentino sangiovannese, riunito nei giorni scorsi, ha approvato all’unanimità un documento a sostegno dei lavoratori. Un ordine del giorno simile sarà presentato il 13 luglio all’interno della massima assise montevarchina, su iniziativa del sindaco Silvia Chiassai Martini. La Chiassai, oltre ad appoggiare in pieno le istanze dei dipendenti Bekaert, chiede anche un intervento celere del Governo nazionale.

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