Riccardo Sora
Riccardo Sora

Arezzo, 16 gennaio 2019 - Sono indagati per abuso d'ufficio dalla procura di Arezzo i due ex commissari di Banca Etruria, Antonio Pironti e Riccardo Sora che guidarono Bpel fino alle soglie del decreto salvabanche e della liquidazione forzosa. La vicenda è quella della cessione di 301 milioni di sofferenze al Credito Fondiario, ora controllato dal fondo Eliot, contratto siglato il 16 novembre 2015, appena 6 giorni prima del salvabanche.

Lì gli Npl, cioè le sofferenze, furono valutate a un prezzo reale di 49 milioni, fra il 15 e il 16 per cento del valore nominale. Un parametro che fu poi utilizzato per stabilire il valore delle sofferenze complessive di Bpel e delle altre tre banche interessate, che fu fissato dalla Banca d'Italia nel 17 per cento e spiccioli. Ora la procura, col suo pool su Etruria, vuole chiarire meglio la vicenda per capire se quelle cifre erano adeguate.

Per questo sei mesi fa Sora e Pironti sono stati iscritti nel registro degli indagati per abuso d'ufficio. La vendita, si contesta, sarebbe avvenuta "a prezzi, condizioni contrattuali e tempi" tali da violare quanto disposto dal Testo Unico Bancario in materia di poteri dei commissari. Non solo, Pironti e Sora avrebbero violato il dettato costituzionale sull'imparzialità dei pubblici funzionari "tenuto conto delle disponibilità e delle offerte avanzate da terzi".

Il terzo altro non sarebbe stato che il fondo Algebris del finanziere Davide Serra, allora considerato vicino a Renzi, il solo a presentare un'offerta nella procedura di gara avviata da Bpel, anche se poi la vendita fu perfezionata con Credito Fondiario. E' un altro punto su cu la procura vuole fare chiarezza. Anche con la richiesta di proroga indagini che è stata inviata al Gip dopo i sei mesi canonici e che è stata notificata agli indagati, venuti così a conoscenza dell'inchiesta a loro carico.