Matteo Vagnoli
Matteo Vagnoli

Arezzo, 2 ottobre 2016 -Lavorano in ogni parte del mondo e faticano a ritornare in patria: sono i giovani casentinesi «fuggiti all’estero» in cerca di migliori opportunità, guadagni più alti e qualche soddisfazione. Matteo Vagnoli, nato a Bibbiena 27 anni fa, è uno questi: ingegnere nucleare, ha ottenuto una laurea in tempi record al politecnico di Milano, ma nonostante la giovane età, le votazione di 110 e lode e l’eccellente curriculum con importanti pubblicazioni grazie ad anno di ricerca in attesa della laurea magistrale, il nostro paese non lo ammesso nella graduatoria del dottorato. Matteo ha così cercato un’opportunità all’estero, vincendo una borsa di studio finanziata dall’Unione Europea all’univesità di Nottihngam.

Grazie ad un progetto di ricerca della durata di 3 anni, di cui oggi è responsabile, si è così trasferito nel Regno Unito. «Mi sono reso conto che le mie capacità all’estero vengono valorizzate molto di più di quanto non lo sono in Italia e che la carriera universitaria nel nostro paese non è così scontata e meritocratica – ha raccontatoMatteo – dopo le ovvie difficoltà che ho incontrato nella primissima fase di adattamento, mi sono trovato molto bene, sia dal punto di vista lavorativo, dove sono responsabile di me stesso, sia dal punto di vista della vita privata. Nel breve periodo il mio sogno è quello di arrivare a creare qualcosa che abbia un impatto sulla vita quotidiana della società, ma a lungo termine mi piacerebbe riuscire a fare qualcosa di mio, che riesca a collegare insieme la mia passione per la natura con la vita quotidiana e il lavoro».

Non esiste una banca dati che riesca a fornire con certezza dei numeri esatti sulla «fuga di cervelli» all’estero: si parla di oltre 3 mila giovani all’anno, che varcando i confini, in cerca di migliori opportunità. Un trend al quale si allinea perfettamente il Casentino, che soprattutto dopo la recente crisi economica sembra aver chiuso le porte ai sogni dei giovani laureandi. Costanza Galastri, nata a Soci, laureata in scienze politiche all’università di Firenze, ha all’attivo un master in una delle università più pregiose del mondo – la Jhons Hopkins University di Washington – ed è un altro esempio di talento fuggito dalla vallata casentinese per intraprendere la strada del successo all’estero. Oggi vive a Washington e dirige un team di oltre 15 esperti in sicurezza, e si occupa di bio-sorveglianza e bio-rilevazione.

di Francesca Mangani