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25 mag 2022

Via Fiorentina, firma al fotofinish Parte il maxi-cantiere milionario

La ditta ha mantenuto l’impegno entro la scadenza: avanti la rotatoria e il ribassamento della tangenziale. Sacchetti: "Un grande passo, ora subito i lavori". Resta invece ancora tutto fermo per l’area Lebole

25 mag 2022
alberto pierini
Cronaca
E’ l’ora dei tecnici e delle squadre di lavoro in via Fiorentina: la ditta ha firmato il contratto e procede
E’ l’ora dei tecnici e delle squadre di lavoro in via Fiorentina: la ditta ha firmato il contratto e procede
E’ l’ora dei tecnici e delle squadre di lavoro in via Fiorentina: la ditta ha firmato il contratto e procede
E’ l’ora dei tecnici e delle squadre di lavoro in via Fiorentina: la ditta ha firmato il contratto e procede
E’ l’ora dei tecnici e delle squadre di lavoro in via Fiorentina: la ditta ha firmato il contratto e procede
E’ l’ora dei tecnici e delle squadre di lavoro in via Fiorentina: la ditta ha firmato il contratto e procede

di Alberto Pierini

C’era il sole e faceva caldo quel 4 luglio di tre anni fa: faceva caldo, come è sano che sia d’estate, alla consegna dei lavori di via Fiorentina. Nati il 4 luglio? No, morti e sepolti da allora, fatta salva una finestra in autunno per insediare il cantiere e posizionare i materiali necessari. Ora rispuntano dalle loro ceneri. La ditta vincitrice dell’appalto, il Consorzio stabile Abils con la testa e la regia a Città di Castello, ha rotto gli indugi e ha firmato il contratto. Al fotofinish, quasi alla scadenza dell’ultima data concessa. "Sì, è arrivata la firma, ora possiamo partire" conferma l’assessore agli interventi strategici Marco Sacchetti. Un autografo che gli è costato anni di lavoro.

Prima per ridefinire tutti i rapporti con la ditta alla luce di una "falla" progettuale: perché dalla prima ipotesi mancavano in gran parte le operazioni legate ai sottoservizi. Che in quel punto passano copiosi e coinvolgono tanti enti. Un tocco e ritocco salato: perché al prezzo iniziale di cantiere, fissato in 3 milioni e 463 mila euro, estesi a 3 milioni e 670 mila per alcuni oneri aggiuntivi, si erano unite le voci per le parti mancanti e sulle quali mettere mano. Opere sostanzialmente supplementari, che avevano portato il totale generale a 6 milioni e 332 mila euro.

Si riparte da lì, fatto salvo l’aumento delle materie prime che ha aperto un nuovo fronte, sul quale almeno in parte interverrà il Governo con il decreto aiuti.

Tutto per un progetto che era nato anni fa, ben prima di quel luglio 2019, come rotatoria e poi diventato lo svincolo più ambizioso di Arezzo.

Resta una grande rotonda, anche se dal raggio orientato più verso il campo scuola di quanto fosse all’inizio, ma con un ribassamento della tangenziale. Una doppia mossa per separare il traffico veloce che circumnaviga la città e quello più lento di uscita e di entrata in centro.

In sintesi? Se non vorrete imboccare via Fiorentina procederete come oggi sulla tangenziale ma senza il disagio di aspettare il rosso al semaforo. In alternativa infilerete la rotonda uscendo dove vi porta il cuore. E cioè in tutte le direzioni possibili: attualmente per chi arriva dalla casentinese è impossibile girare a sinistra verso la città, non esiste deviazione diretta. Con la rotatoria potrete farlo.

Tempi? "L’importante – commenta Sacchetti – è ora partire con decisione senza grandi attese". Anche perché l’estate è il momento migliore per procedere. La stima è di circa un anno e mezzo. Con una prima fase destinata all’insediamento speriamo definitivo del cantiere, poi ai lavori che non impattino con il traffico, a cominciare dai fatidici sottoservizi. Quindi la classica operazione della mezza rotatoria per avere uno spazio sul quale dirottare il traffico nella fase dei lavori. E l’intervento sula tangenziale.

Sede tecnica il campo scuola, in prospettiva destinato a diventare il nuovo parcheggio di Arezzo Fiere: altra prospettiva che ora si fa un filo più concreta. Resta invece tutto fermo nell’area Lebole: la manutenzione è proseguita, la cura dei proprietari sugli stabili pure. Ma per il resto è un grande museo delle cere: che fatica a uscire dai progetti per atterrare nel futuro.

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