di Alberto Pierini E’ una corsa contro il tempo. Il maxi-svincolo di via Fiorentina se la batte con la doppia canna del Baldaccio come progetto vetrina dell’Arezzo che verrà. E di sicuro come investimento più alto legato al piano delle periferie. Ed è partita l’operazione per salvarlo. Una grande rotatoria all’altezza dell’attuale incrocio e il ribassamento della tangenziale: tutto per diversificare le direzioni, eliminare il semaforo e accelerare gli spostamenti sia sulla strada veloce che nell’accesso al centro. Prezzo?...

di Alberto Pierini

E’ una corsa contro il tempo. Il maxi-svincolo di via Fiorentina se la batte con la doppia canna del Baldaccio come progetto vetrina dell’Arezzo che verrà. E di sicuro come investimento più alto legato al piano delle periferie. Ed è partita l’operazione per salvarlo. Una grande rotatoria all’altezza dell’attuale incrocio e il ribassamento della tangenziale: tutto per diversificare le direzioni, eliminare il semaforo e accelerare gli spostamenti sia sulla strada veloce che nell’accesso al centro. Prezzo? intorno ai tre milioni e mezzo. In crescita.

Il cantiere da quando è stato delimitato e allestito è in panne. Non procede di un millimetro nè vedi un operaio al lavoro, neanche col binocolo. Una sola ditta si era presentata alla gara d’appalto, e già questo era un segnale preoccupante, visti i tempi di magra che viviamo. E quella ditta ha subito presentato un’eccezione. La sostanza? Con quelle carte, rischierebbe di essere un lavoro che per mesi paralizza il traffico della zona. Contromossa: un ritocco alle previsioni, con spostamento del raggio verso il campo scuola. Ma il rischio di un aumento della spesa.

Da qualche giorno è partito il confronto con l’azienda. A condurlo l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Casi, affiancato dal collega Marco Sacchetti, che ormai conosce le spine di quella zona, a cominciare dall’area Lebole, ferma al via da anni. Obiettivo: far ripartire il progetto di punta.

E al più presto. Il piano delle periferie uno strumento di finanziamento dei grandi lavori che ha una scadenza. Se non vengono rispettate certe date può anche saltare. Esattamente come sarebbe potuto succedere con il Piuss, il piano grazie al quale anni fa (era sindaco Fanfani) la città era riuscita a sistemare piazza Grande, Guido Monaco, Sant’Agostino e lo stesso Petrarca. Treni da prendere in corsa ma che rischiano anche di lasciarti a piedi.

L’eventuale ritocco alle spese non è chiaramente certo, visto che il confronto è in corso: si parla di quattro milioni di euro. E comunque della partita ci sono anche tutti i sottoservizi, lì al gran completo. "Sto lavorando – commenta prudente Casi –: per far ripartire prima possibile quell’intervento, è uno dei punti qualificanti del programma".

Intanto dal piano triennale è slittata in avanti la rotatoria prevista sul raccordo. Non perché non piaccia più ma perchè legata a doppio filo alla trasformazione dell’area Lebole. Intanto i tempi del Covid dilatano tutti i cantieri e questo potrebbe diventare un paracadute per evitare di perdere denari preziosi.

Il Comune ci mette una parte ma tutte le strade, si sa, portano o passano da Roma. Perfino via Fiorentina.