Arezzo, 11 luglio 2018 - La classe operaia stava per andare in paradiso. Lui, 29 anni, aveva già deciso di festeggiare con gli amici: una grande sbicchierata per celebrare – se non una svolta – un bel colpo di fortuna della sua vita e del suo lavoro di operaio a Empoli: quel grazioso violino che – su consiglio insistito di un amico – aveva comprato pochi giorni prima per 380 euro alla Fiera Antiquaria d’Arezzo e che aveva poi deciso di mostrare a una liutaia di Firenze per farle valutare autenticità e valore, in effetti vale più di quegli euro spesi. Molto di più: oltre duecentomila euro.

Lo strumento è del XVIII secolo, attribuito a Lorenzo Storioni, considerato uno dei maestri della liuteria cremonese. Una delle più importanti case d’aste newyorkesi lo ha battuto e venduto, nel 2017, a un musicista milanese per la non indifferente cifra di 250mila dollari. Al cambio d’oggi, 218 mila euro e spiccioli. Pochi mesi dopo, a dicembre, il violino era stato rubato, a Firenze. Così l'operaio non ha fatto in tempo a esultare: Jaime Lazzara, la liutaia fiorentina contattata per la ‘expertise’, ha confermato al giovane appassionato di antiquariato che il violino era di gran valore.

L’ha fotografato, per fare una comparazione. L’esperta ha avuto riprova della sua competenza, della conoscenza, del fiuto, grazie alla grande banca dati dei carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale guidato dal maggiore Lanfranco Di Sibio ai quali lei ha doverosamente segnalata la situazione anomala. Altrettanto correttamente ha riferito al giovane: quel violino, è quasi certo, appartiene a un’altra persona. Non avrebbe potuto tenerselo, avrebbe avuto complicazioni. Perché davvero lo strumento era stato rubato al musicista milanese, a fine anno, in un momento a lui particolarmente sfavorevole: un ricovero a Careggi.

Talmente innamorato di quel violino, il musicista se l’era portato con sé anche all’ospedale dove una manina lunga lo aveva trafugato, forse fiutando un possibile affare. La rapida indagine in pratica è cominciata e finita qui, sabato scorso. L’operaio è tornato a casa a Empoli col violino, certo un po’ scosso dall’uno-due quasi pugilistico: la felice scarica di adrenalina prima, seguita dalla repentina doccia fredda.

E comunque intenzionato a restituire lo strumento. Ma non ha fatto in tempo a rimettere piede in casa, a raccontare alla mamma quell’avventura straordinaria, che alla porta hanno suonato i carabinieri.

«Sarei venuto a riconsegnarlo, anche domani, domenica», ha detto il 29enne. «Ci dispiace, quando si tratta di opere e strumenti di così grande valore, ci dobbiamo muovere. Subito», gli hanno risposto i militari. I carabinieri hanno esposto la situazione, gli hanno spiegato gentilmente che non avrebbe avuto alternative: restituire di sua spontanea volontà il prezioso strumento oppure rischiare una denuncia penale per incauto acquisto, forse addirittura per ricettazione. Lo strumento è tornato a casa: i familiari del musicista milanese, contattati dai carabinieri, sono venuti di corsa a Firenze.