Andrea Pessina
Andrea Pessina

Arezzo, 13 novembre 2019 - Quando a marzo ha preso la guida ad interim anche della nostra Soprintendenza tutto immaginava meno di doversi occupare di una torre panoramica. Andrea Pessina, uno studioso di livello nazionale, archeologo e protagonista per le Belle Arti di di importanti missioni nel mondo, però è ormai abituato ad una scrivania variegata: nella quale si incrociano i nuovi Uffizi, i grandi piani paesaggistici e perfino le Città di Natale.

Ora ha scoperto che da lui Arezzo, la capitale di Piero, aspetta l’ultimo apostrofo rosa alle attrazioni sotto l’albero. «Sono rimasto stupito francamente di essere stato informato così tardi»: una polemica in punta di piedi ma ficcante. «Un anno fa so che c’era stata la richiesta di venire coinvolti in largo anticipo». Una premessa sui tempi, inevitabile. Ma a questo punto? «I nostri esperti hanno avuto da un paio di giorni il materiale e lo stanno valutando». I problemi, conferma, riguardano solo il Prato: ma questo ormai era chiaro. E soprattutto riguardano la torre panoramica.

«Ci sono da valutare alcuni aspetti di sostanza. Uno è legato alla tenuta del terreno per questo tipo di attrazione». Non solo il peso in sè della torre ma anche annessi e connessi. «In particolare c’è da capire se su quel prato debbano passare tir o mezzi pesanti per il montaggio». L’altro aspetto è quello delle luci. «Potremmo trovare una soluzione che sia meno impattante».

Ma sono scelte sulle quali non si sbilancia. Prima di tutto perché non se ne sta occupando in prima persona, nè potrebbe viste le dimensioni di una scrivania che spazia da Firenze a Pistoia, da Siena a Grosseto ad Arezzo. E secondo perchè con correttezza la risposta la darà al Comune, e in particolare all’assessore Marcello Comanducci che era da lui lunedì.

Solo sui tempi non resta nel generico: «Risponderemo prima possibile». Ma visto che qui ormai siamo al conto alla rovescia si spinge un po’ più in là. «Credo che l’ipotesi più concreta sarà quella di definire la questione giovedì». L’impressione, ma lo avevamo anticipato ieri, è che nel suo stile di gestione della Soprintendenza, farà di tutto per venire incontro all’amministrazione locale.

Ma certo detto questo se dovessero riscontrare problemi importanti per il Prato (sia con la maiuscola che con la minuscola...) di sicuro si farà sentire, quantomeno per dare indicazioni stringenti. Ma rimaniamo allo scenario più probabile: se la risposta positiva, sia pur con condizioni e limiti da rispettare, arriverà domani? Ce la faremmo a montare l’ultima attrazione entro sabato? Lo abbiamo chiesto al gestore della torre panoramica, che almeno a occhio sembra l’unico in Italia.

E’ la «Bigtower Mt40»: dove 40 sono i metri di altezza ai quali ci spingeremo (anzi spingeremmo..) per gustare il panorama in quota. Ha un suo profilo Facebook, le sue tappe italiane, un’attività quasi frenetica. «E’ una società che si sta occupando dei nostri rapporti con Arezzo» ci risponde il gestore. Sì, ma tecnicamente, quanto tempo ci vuole a montare? «Possiamo farlo anche in un giorno» assicura».

Se poi ti spingi oltre e gli chiedi se davvero arriverà ad Arezzo, alza le braccia, perfino oltre i 40 metri della torre. «Ci auguriamo di sì, siamo in attesa di notizie». Intanto al Prato i lavori sono come sospesi. E’ quasi pronto il padiglione ottagonale, si vede la dimensione delle due piste di pattinaggio, le casine pronte o quasi (mancano alcune finestre) sono quelle dell’anno scorso.

E’ pronta la Casa della Lego, quella Ascom. Ieri gli operai erano al lavoro per trasformare gli alberi «asciutti» vicino al Duomo in alberi di Natale luminosi, i riflettori per le illuminazioni a parete ci sono. Il resto è lì, sotto il pelo dell’acqua e della festa. Ad aspettare l’ultimo sì per trasformarsi in Città di Natale.