La scena dell'incidente
La scena dell'incidente

Arezzo, 6 giugno 2020 - Un viaggio di migliaia di chilometri per andare a morire appena dopo il casello di Arezzo nel più terribile incidente degli ultimi decenni in autostrada. Venivano dalla Romania, due auto monovolume in piccola carovana, più di dieci persone di etnia Rom per fare visita ad alcuni parenti a Napoli. Ma il viaggio si è interrotto con una tragedia che conteggia ben quattro morti tra cui due bambini piccoli, uno addirittura di pochi mesi.

Le notizie cominciano a viaggiare impazzite quando le 14 sono passate da qualche minuto. Poco prima, intorno alle 13,50 c’è stato lo schianto in direzione sud, all’altezza di Badia al Pino e l’A1 si è subito bloccata con lunghe file di auto e una colonna sonora fatta di sirene di ambulanze. Si capisce subito che l’affare è serio, si parla di cinque morti e di un numero imprecisato di feriti.

A un certo punto le vittime sembrano sei ma alla fine il bilancio si allevia leggermente: quattro le croci. A morire sono un bimbo di dieci anni e una bimba di otto mesi e i loro nonni. Alla guida dell’auto c’era il padre che è rimasto illeso, sotto choc e ancora a tarda sera incapace di dire una parola. Sottoposto all’alcoltest è risultato negativo.

E per capire cosa sia accaduto - colpo di sonno o distrazione - bisognerà aspettare la ricostruzione delle forze dell’ordine e le conclusioni del pubblico ministero Roberto Rossi, accorso subito sul luogo del disastro. Il pm ha aperto un fascicolo per omicidio stradale plurimo e la polstrada è stata costretta ad arrestare il conducente. Per lunedì è stato fissato l'interrogatorio di garanzia.

Facendo scorrere il film all’indietro, torniamo a quando le due auto monovolume oltrepassano lo svincolo di Arezzo. Un altro paio di chilometri e sono a Badia al Pino: in questo tratto un camionista ha deciso di fermare il suo Tir di colore giallo in una piazzola di sosta, di quelle che consentono una breve pausa o uno stop dovuto a eventuali emergenze.

La prima auto supera il punto senza problemi, d’altra parte il camion è tutto all’interno della piazzola e non invade la corsia di marcia. Rimane purtroppo un ostacolo fatale per il giovane padre al volante della seconda auto. La parte destra del monovolume va infatti a impattare contro lo spigolo posteriore sinistro del Tir, una botta tremenda resa ancor più devastante dalla velocità.

L’auto dei romeni finisce praticamente affettata, aperta in due come da un apriscatole. I passeggeri che si trovano a destra non hanno scampo, l’urto li sbalza fuori a metri di distanza in una pioggia di pezzi di lamiera. Muoiono così i nonni di 50 e 52 anni e i bambini. La monovolume spezzata continua intanto la sua corsa, va a urtare un’auto schiacciandola su guard rail in una carambola infinita che coinvolge anche una terza macchina.

Alla fine i feriti saranno 7, grave la mamma dei bimbi portata alle Scotte, due i piccoli portati al Meyer tra cui la gemellina della vittima di otto mesi. Un volontario fiorentino del 118, che transitava appena dietro l’auto dei romeni, è il primo a correre in aiuto, imitato da un medico che viaggiava invece nella direzione opposta ma che ferma la macchina, scavalca le barriere e si precipita a dare un mano. Intanto gli amici a bordo della prima auto scendono, ci provano anche loro.

Tutto vano. Di lì a poco è una bolgia: arrivano le ambulanze, i vigili del fuoco, si librano in volo gli elicotteri, accorre la polizia stradale, poco più tardi ci sarà anche il magistrato inquirente. Per i morti, purtroppo, c’è solo da constatare che non ce l’hanno fatta e i lenzuoli che punteggiano l’asfalto ne sono triste testimonianza.