FOIANO DELLA CHIANA, 12 settembre 2018 - Manifesti contro sindaco e assessore. Un Comitato si scaglia ancora una volta contro l’amministrazione comunale. Va così in onda la protesta a Foiano e il Comitato per l’acquedotto di Ponte al Ramo sceglie la modalità delle affissioni. In tutta la cittadina sono comparsi dei manifesti in cui vengono chieste le dimissioni del sindaco e dell’assessore all’Ambiente. Nel mirino ci finiscono Francesco Sonnati e Jacopo Franci “rei” di non aver ascoltato le richieste dei cittadini e delle aziende che si trovano fra Renzino e il confine con il comune di Marciano. Una zona dove non arriva l’acqua pubblica, il tubo si è fermato qualche centinaio di metri prima e da quando i cittadini hanno pagato gli oneri di urbanizzazione ormai sono passati anni e i lavori non si sono mai visti.
Per questo il Comitato per l’estensione dell’acquedotto chiede che si intervenga subito, sottolineando le inadempienze del Comune. I cittadini sono infatti alle prese con una falda inquinata e i pozzi non possono soddisfare le esigenze, pertanto viene sottolineata la mancata tutela della salute pubblica.
Dal canto suo l’attuale amministrazione, chiarisce di aver incontrato più volte i rappresentanti del Comitato e di aver ribadito che l’allungamento dell’acquedotto non era possibile prima dell’arrivo della risorsa da Montedoglio e che adesso - completati i lavori di adduzione alla grande condotta - il gestore Nuove Acque ha progettato l’intervento risolutivo che vedrà la compartecipazione economica del Comune.
Secondo quanto riportato dal Comune di Foiano, ancora non è possibile indicare la tempistica. Tutta la vicenda rientra nella complicata partita dell’estensione della concessione al gestore privato, un aspetto che potrebbe concedere a Nuove Acque maggiore ossigeno. La possibilità di portare fino a Ponte al Ramo l’acquedotto era stata concessa dal Comune di Foiano diversi anni fa dalla precedente amministrazione, tuttavia l’investimento necessario, pari a circa 600 mila euro, comporta un luno periodo di ammortamento per il gestore e il municipio che infatti hanno temporeggiato a lungo prima di dar seguito a quella che a norma di legge sarebbe dovuta essere la normale conclusione della vicenda, ma il Comitato non molla.