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2 ago 2022
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Siccità, il caso della moria di pesci sul Marecchia a Badia Tedalda

Intrappolati nelle pozze alle quali il fiume è ridotto, sono poi preda dell'airone cenerino. Un'emergenza senza precedenti, ricorda la gente del posto

2 ago 2022
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Una delle pozze sul corso di un Marecchia sempre più in secca
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Una delle pozze sul corso di un Marecchia sempre più in secca

Arezzo, 2 agosto 2022 - Gli effetti della siccità si manifestano anche sulla parte montana della Valtiberina, dove la situazione di emergenza è senza precedenti, stando a coloro che vivono in zona. Il caso è quello del fiume Marecchia e dei torrenti della zona dell’Alpe della Luna, nel territorio di Badia Tedalda. I pesci, cavedani nella stragrande maggioranza, stanno morendo velocemente lungo i corsi d’acqua, intrappolati in pozze di piccole dimensioni con i flussi ridotti al minimo; l’acqua è stagnante, c’è poco ossigeno. Alcuni pesci galleggiano immobili nella pochissima acqua rimasta, altri incagliati tra sassi e fango e pochi sono quelli vivi che appena si muovono. Il sole e gli uccelli predatori fanno il resto, vedi l’airone cenerino che mangia tutti i pesci che nuotano nello specchio d’acqua. Battere le mani e fare rumore sono le uniche soluzioni con le quali si può distogliere l’airone dalla pesca nel fiume, perché è specie protetta e quindi è vietato cacciarla. Bisogna cercare di intervenire subito, di fare qualcosa con un piano di recupero. La siccità che non si vedeva da anni va gestita con l’aiuto delle associazioni, affinché vengano presi provvedimenti urgenti e necessari a salvaguardia della fauna ittica. I pesci in asfissia devono essere prelevati dalle zone asciutte degli alvei e trasferiti in vasche con appositi contenitori di ossigeno per rimetterli poi nel corso dei fiumi.

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