Arezzo, 12 luglio 2018 - Turarsi il naso. Perchè proprio pulito l’ambiente dei rifiuti non è. Ieri i soci di Sei Toscana si sono ritrovati in assemblea a Siena e hanno approvato il bilancio della discordia: quel rendiconto del 2017 che il Cda ha presentato agli azionisti con 4,2 milioni di perdita. A fronte di un fatturato di 170 milioni di euro. Impensabile che potesse andare in altro modo, ma non inverosimile.

Lo scontro fra soci pubblici e privati nella governance del gestore unico dei rifiuti della Toscana Sud (104 Comuni delle province di Siena, Arezzo e Grosseto) si è concretizzato alla fine in qualche alzata di voce, qualche domanda rimasta senza risposta. Ma il conto economico è passato. Anche se non così liscio come il comunicato uscito da Sei Toscana vorrebbe far credere: hanno votato a favore i privati, accanto al socio Sta spa, si è astenuto il socio pubblico aretino Aisa così come i privati Ecolat e Cooplat; a favore ha invece votato l’altro socio pubblico, Sienambiente, «ma solo per senso di responsabilità».

I soci hanno poi preso atto della chiusura della prima tranche di aumento di capitale (da 12 milioni di euro) che vede il primo azionista, il privato Sta spa, rafforzarsi e arrivare al 35,6 delle quote sociali: frutto di una manovra operata dal Cda che ha assegnato le quote inoptate dagli altri soci a chi aveva avanzato proposte di acquisto. A partire da Sta appunto.

Operazione ai più (dei soci pubblici) invisa, eppure andata a termine. Tutti d’accordo invece sulla nomina del nuovo presidente di Sei, che ha visto l’avvocato fiorentino Leonardo Masi fare ieri la prima uscita ufficiale: «Alla luce dei risultati del bilancio 2017, ho intenzione di individuare assieme al management le misure correttive da adottare nell’immediatezza, anche sotto il profilo della razionalizzazione della struttura e dei costi».

La prima uscita denota responsabilità della delicata posizione assunta e consapevolezza della necessità di cambaire rotta. Con un’occhio di riguardo al socio privato da cui Masi è stato indicato e quindi ai Comuni, che il presidente dovrebbe avere come riferimento diretto: «Ritengo positivo che i soci abbiano nella seduta odierna invitato l’organo amministrativo a coltivare il tavolo di conciliazione con Ato Toscana Sud, al fine di superare le varie questioni aperte, compresi i contenziosi, con l’Autorità e quindi con i Comuni».

Il messaggio è rivolto in primis all’ad Marco Mairaghi che in sede di Cda aveva respinto la proposta conciliativa con Ato. «Nonostante le difficoltà che caratterizzano questo bilancio, nel budget triennale che la società sta preparando è previsto il ritorno al pareggio di bilancio già dal 2019 – la ‘lectio’ di Marco Mairaghi –. Da qui dobbiamo ripartire. Il secondo aumento di capitale sarà la vera occasione per rideterminare ruoli, rappresentanze e governance all’interno della società. Tutti auspichiamo che Sei torni a maggioranza pubblica».