Arezzo, 14 marzo 2018 - Il riconoscimento di una sanità di alto livello ma anche il pressing sui punti ancora deboli. E’ un po’ la chiave degli stati generali svoltisi ieri al Teatro Petrarca. E della stessa analisi fatta dal sindaco Alessandro Ghinelli, affiancato dall’assessore Lucia Tanti. «In merito alle difficoltà legate al pronto soccorso e alle liste di attesa si apriranno ulteriori confronti nei mesi successivi. E’ emersa, comunque, la grande professionalità del personale, a cui dico grazie. Ma è stata anche rilevata una criticità legata alla rete territoriale, che necessita di un rafforzamento. Evidenziata, inoltre, l’importanza delle farmacie, che hanno un ruolo di presidio di prossimità estremamente significativo».

Un quadro che si è mosso tra le indicazioni della gente e gli interventi sia dello stesso sindaco che del direttore generale di area vasta Enrico Desideri. «La percezione – ha confermato lo stesso Desideri – è di una sanità aretina di qualità ma che necessita anche di maggiori investimenti nelle strutture. Rimane centrale anche il tema dell’equità di accesso alle cure, con un sistema che sviluppi il raccordo tra territorio e ospedale. E l’ospedale? «E’ emersa la capacità del San Donato di attirare pazienti da tutta Italia. Occorre una nuova riforma che affronti il grande tema della cronicità, della fragilità e della vulnerabilità sociale. Intanto qui stiamo investendo 22 milioni».

Dal nuovo angiografo alle nuove salette per la chirurgia ambulatoriale al San Donato. In previsione, c’è la ristrutturazione del blocco operatorio. «I primari che stanno andando in pensione saranno presto sostituiti. Infatti, sono già avviate le procedure per i concorsi su Nefrologia, Chirurgia generale, Gastroenterologia, Ostetricia e Ginecologia, Salute mentale, Neurologia e Laboratorio analisi».

Le parole d'ordine le ha date il sindaco. «Per la sanità, toscana e aretina, è giunto il tempo di utilizzare due parole chiave: ‘umiltà’ e ‘consapevolezza’. Consapevolezza per i molti risultati raggiunti, per il livello di servizi , per la straordinarietà del personale. Umiltà perché forse in questi anni si è cercato di guardare più ciò che andava rispetto a ciò che non andava peccando forse di eccessiva generosità verso il sistema che, al contrario, qualche falla la segnala da tempo».

E quindi ha messo al centro il nodo del San Donato. «Ha problemi strutturali e ha bisogno di un rinnovamento». E accento sul livello informativo, «i ricoverati spesso sono poco informati sulle loro condizioni e sugli esami a cui dovranno essere sottoposti». Poi l’informatizzazione. «Credo ci si possa muovere verso un livello di efficienza maggiore che porti alla prenotazione dei servizi sullo smartphone».

E con l’occasione scommette sulla formula degli Stati Generali. «Accolgo la proposta sulla calendarizzazione con cadenza annuale, in maniera che, costantemente, ci sia un confronto sulla sanità, se ne possano valutare i progressi e le criticità nuove o ancora permanenti». Prossima tappa? Scriverà un documento all’azienda sanitaria, per un confronto permanente con la parte pubblica».