Donatella Isaia e Franco Vaccari
Donatella Isaia e Franco Vaccari

Arezzo, 9 giugno 2019 - Si chiama Itaca, forse con un pelino di enfasi, tanto per ispirarsi al ritorno a casa più famoso della storia, quello di Ulisse. Ma poi si legge Palermo, Cuneo, Sassari: unisci i puntini e disegni un reticolo di città che ricuce una bella fetta del Paese, con la maiuscola perfino. Sono i progetti dei ragazzi che hanno appena completato il quarto anno di eccellenza liceale: nove mesi per un parto infinito.

Perché promossi, diplomati ma al tempo stesso decisi ad andare avanti: ognuno un progetto, condizioni particolari seguirlo ed applicarlo nella propria città. Un progetto di inclusione, di relazione vera, di ponte tra le ferite casalinghe. Rondine apre le ali: non solo ai Paesi in guerra ma anche ai paesi (stavolta minuscolo...) dello stivale. Fino al pianerottolo di casa, al nemico della porta accanto. Teoria? No, un progetto meticoloso.

E reso forte da un partner determinatissimo: la Fondazione Vodafone. Ieri è arrivata la presidente in persona, Donatella Isaia: immersa tra i ragazzi. «La chiusura di questo percorso scolastico e il modello che abbiamo contributo a realizzare imprimerà una forte accelerazione nella diffusione di una cultura inclusiva che si estenderà attraverso i ragazzi in altre zone d’Italia. Modelli di leadership che ci interessano come azienda e come Fondazione».

Sotto mano c’è tutto. Anche il progetto aretino dell’unico ragazzo aretino per nove mesi a Rondine: rilanciare occasioni per i giovani diverse dalle serate di sballo. Intorno idee per i quartieri aggrediti dalla mafia a Palermo, per l’ambiente in difficoltà nel Trentino, per la fuga dalla Sardegna, per la paura del terremoto che i bambini hanno ancora nelle Marche. Con i ragazzi affiancati da un tutor e da una piattaforma pronta a sostenerli. Come avviene per i più grandi, gli universitari di tutto il mondo che tornano in patria per applicare progetti di pace.

Dal pianerottolo agli oceani, dalle città (22 quelle coinvolte dalle idee di ieri) all’Onu. Rondine allarga il tiro, sfruttandol’abbrivio di un anno incredibile. Lo fa dal palcoscenico del Festival Youtopic: gremito di famiglie, che dopo nove mesi riabbracciano i loro ragazzi, e rigato dalle lacrime di addio, uguali a 18 come a 28 anni. E dove continuano a sfilare alcuni big dell’economia alternativa, come Stefano Zamagni. La sua lectio magistralis chiude una giornata infinita.

«Lo sviluppo è il nuovo nome della pace perché è legato all’idea di libertà. Lo sviluppo integrale dell’uomo avviene solo se c’è equilibrio tra la crescita economica, quella relazionale e quella spirituale». Viva lo sviluppo, dice a scanso di equivoci, ma facendo attenzione che renda davvero felici: e che quindi si concentri sulla persona, sulla relazione e non sul solo individuo. In giro la gente ascolta, prende appunti, ritocca i progetti dei quali da oggi sarà responsabile.

Insaziabile, Zamagni pesca anche negli antichi proverbi. «Quando il sole tramonta non piangere perché le lacrime ti impediscono vedere le stelle». Sarebbe bastato: ma vuole infierire. «E una di queste stelle che possiamo ammirare è l’esperienza di Rondine». Facile così: di colpo piangono tutti. E addio stelle.